L’Apocalisse dei rinvii – “En attendant” Ingroia – L’annuncio di morire sì, il sedere della modella no

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 3 Dicembre 2012

L’Apocalisse dei rinvii 

"Silvio Berlusconi – conferma dell’ultima ora – si trasferirà a Roma non più oggi, ma, in occasione della presentazione del libro di Bruno Vespa, mercoledi prossimo".

Per la seconda volta, dunque, L’Apocalisse del Cavaliere furioso è stata rimandata. Ma sembra in forse, anche, il terribile arrivo di mercoledi. Starebbe a farlo pensare il fatto che, fuori dal locale dove avverrà la presentazione del libro di Bruno Vespa, nessuno abbia già predisposto alcun palafreniere per occuparsi del Cavaliere furioso e del suo schiumante cavallo bianco.

"En attendant" Ingroia

"Quando il magistrato Antonio Ingroia dice che "Forza Italia" nacque come punto di riferimento di "Cosa nostra" – ha tuonato uno dei fondatori del partito, il professor Giuliano Urbani – lo dice, impunemente, senza lo straccio di un elemento probatorio. Lo dice, anzi, quando invece un suo collega, a ridosso delle prime consultazioni elettorali dopo la nascita di "Forza Italia", ordinò il sequestro delle liste con i nostri iscritti, per il sospetto che ci fossero proprio infiltrazioni della criminalità organizzata, e, però, non trovò assolutamente nulla di oscuro o di poco chiaro".

Che cosa farà, dopo questo tuono indignato del professor Giuliano Urbani, il magistrato con vista sulla politica Antonio Ingroia? Si starà a vedere. Perché potrebbe finire in tre modi diversi. Uno: Antonio Ingroia ha elementi che provano come "Cosa nostra" abbia voluto la nascita di "Forza Italia" e, allora, continuerà a sostenerlo, ma dovrà, a questo punto, tirarli fuori per essere credibile. Due: Antonio Ingroia non è venuto mai a conoscenza dell’iniziativa, a suo tempo, del collega, ma non si preoccuperà di controllarla e allora, però, finirà per dare, di sé, l’immagine di un magistrato il quale non si comporta secondo le regole che impongono sempre e comunque la ricerca più scrupolosa della verità e, dunque, l’immagine di un magistrato il quale se ne va in giro a dire cose delle quali non ha alcuna certezza giuridica e solo un interesse politico. Tre: Antonio Ingroia sentirà il dovere, ora, di accertare in ogni modo quanto tuonato dal professor Giuliano Urbani e, a seconda di quanto ne emergerà, denunciare il professor Giuliano Urbani per falso o denunciare se stesso per calunnia. Dopo il tuono del professor Giuliano Urbani, dunque, "en attendant" il tuono del magistrato Antonio Ingroia.

L’annuncio di morire sì, il sedere della modella no

"Quando è morta mia madre – si è meravigliata una signora di Arzachena – è vero che ho fatto affiggere l’annuncio anche fuori dagli spazi autorizzati, ma è incredibile che i vigili urbani mi abbiano contestato, per questo, una multa di ben 15 mila euro".

Meraviglia? E perché? Chi affigga impropriamente annunci di morte della propria madre mica può attendersi di non essere multata, neppure per un euro, come chi affigge impropriamente, d’abitudine, la faccia di un politico o il sedere di una modella con uno "slip" da pubblicizzare. E, purtroppo, non solo ad Arzachena.


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