

La verità è che il progetto, nato addirittura nel 1994, non ha mai visto davvero la luce. E oggi, dopo l’ennesimo rinvio, sembra che anche la fase sperimentale sia slittata a dopo l’estate
Doveva partire il 30 giugno. Prima ancora, si era parlato di Pasqua, poi di inizio luglio. Ma dell’Archeotram – la nuova linea 7 dei tram romani – ancora nessuna traccia sui binari. E, a oggi, neppure una data certa sul viaggio inaugurale.
E pensare che l’idea è affascinante: un tram d’epoca che collega i grandi monumenti della Roma antica, su un percorso pensato per unire mobilità sostenibile e valorizzazione culturale.
In occasione della presentazione del progetto di riqualificazione del Parco del Celio, lo scorso 9 giugno, si era tornati a parlare dell’Archeotram con entusiasmo: dalle terrazze affacciate sul Colosseo sarebbe dovuto partire il primo tram della storia romana a viaggiare… su un prato.
Un progetto simbolico, fermo però ancora alla teoria. La linea 7, questo il nome ufficiale, dovrebbe essere operata da storici mezzi Stanga, restaurati e brandizzati per l’occasione, lungo un itinerario che collega alcuni dei più importanti siti archeologici della città:
Piramide
Circo Massimo
Colosseo
Domus Aurea
Palazzo Massimo
Termini
Il percorso utilizzerà tratti della linea 3 (Piramide–Porta Maggiore) e parte dei binari delle linee 5 e 14 fino a Termini. Il tutto senza la necessità di nuove infrastrutture, visto che i binari già esistono.

I problemi non sono economici, ma tecnici: si tratta soprattutto di adattare le banchine delle fermate e di reperire mezzi idonei alla tratta. Intoppi che continuano a rimandare l’inizio del servizio, tra annunci disattesi e ritardi senza fine.
La verità è che il progetto, nato addirittura nel 1994, non ha mai visto davvero la luce. E oggi, dopo l’ennesimo rinvio, sembra che anche la fase sperimentale dell’Archeotram sia slittata a dopo l’estate.
L’idea resta forte: un tram che attraversa la storia, tra archeologia, turismo e mobilità green. Ma finché non partirà davvero, resterà solo una bella cartolina, promessa e mai spedita.
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Uno schifo senza fine. Il comune di Roma si dovrebbe vergognare. Non esiste nessuna giustificazione, nessuna.