‘L’Arte spiegata ai Truzzi’: i dialettologi si scagliano contro Paola Guagliumi

I puristi della lingua romana contro il blog che spiega le opere d'arte in romanesco
di M.G. T. - 29 Gennaio 2013

"Gironzolavo per la National Gallery a Londra, e mi sono imbattuta in una classe italiana in gita. Due truzzi con bomberino e gel vagavano con aria perplessa e annoiata tra i quadri. Mi sono chiesta: sarebbe mica possibile far interessare costoro a Degas o Turner? Ecco, è iniziata così. Come una sorta di sfida. Ma soprattutto per divertimento."

Così rispondeva Paola Guagliumi, ideatrice del blog "L’Arte spiegata ai Truzzi", quando intervistandola le abbiamo chiesto come avesse preso vita l’idea di creare un sito web dove spiegare il mondo dell’arte ai giovani della Capitale, detti appunto truzzi, attraverso la loro stessa lingua. Ma la giovane guida turistica mai avrebbe pensato che quel suo divertimento scatenasse l’ira dei puristi della lingua romana. E’ scattata, infatti, una vera e propria rivolta da parte dell’associazioni che difendono il dialetto capitolino in testa la rivista "Voce Romana" invitando soci e lettori ad inviare e-mail di protesta al blog della Guagliumi. 

Sandro Bari, direttore di Voce Romana, nel testo della lettera pubblicata nel numero di marzo-aprile 2013 della rivista, spiega :"La lingua usata non è certo romano, né romanesco, né la lingua di nessuno che abbia il coraggio di chiamare se stesso romano, ma è qualcosa di becero e rozzo, assolutamente inventato, che mette in risalto le inflessioni e le cesure proprie di un gergo che – grazie a questo sito o ad altri simili – potrebbe essere diffuso e imitato e dilagare nel Web e da lì nella vita di ogni giorno. Ciò che ci angoscia è il fatto che le risposte degli utenti – i truzzi appunto – sono entusiaste, e ancor più preoccupante è che il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ben noto per le sue campagne per la salvaguardia del Patrimonio Culturale e Ambientale italiano, sul suo sito plauda all’iniziativa e rimandi i lettori all’indirizzo del blog”

L’autrice di "L’Arte spiegata ai Truzzi" non da molto peso alle aspre critiche avanzate dai dialettologi, spiegando: "A dire il vero non mi sono posta più di tanto il problema di quanto fosse puro il mio romanesco, ho voluto solo fare un’operazione che rendesse simpatico, leggero, l’approccio al mondo dell’arte spesso privilegio per pochi. E’ rivolta a tutti, non solo ai romani. E in un mondo globalizzato come il nostro, ormai pieno di contaminazioni culturali, mi sembra anacronistico porsi questo problema. Ma ben vengano le critiche, purché non si esageri". 

 

 


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