L’Arte spiegata ai Truzzi: le opere d’arte spiegate in dialetto romanesco

Intervista a Paola Guagliumi la mente del fenomeno web del momento
di Maria Giovanna Tarullo - 17 Dicembre 2012

"Se po’ ddì che sto Caravaggio, si fosse vissuto mo, poteva esse un truzzo, o tipo un gabber, un urtrà, pure. Anfatti ha rischiato de finì ar gabbio più vvorte e è dovuto da scappà da Roma che sinnò o metteveno drentro perchè aveva accortellato a uno. No, nu o so se era lazziale o romanista."  

Questa una breve descrizione della vita del Caravaggio vista da un "truzzo", detti anche coatti, che la scrittrice e guida turistica Paola Guagliumi ha voluto raccogliere in un divertente e irriverente blog dal nome "L’Arte spiegata ai Truzzi (nella loro lingua)". Un fenomeno esploso in poco tempo che sta conquistando il popolo di internet, sempre attento alle nuove forme di comunicazione serie o giocose che siano. 

Da Matisse a Duchamp passando per Caravaggio, Paola Gugliumi ha tradotto e continua a tradurre dall’italiano al "truzzo" una serie infinita di opere addiriturra ricevendo delle richieste da parte degli utenti. Abitare A Roma ha voluto intervistare la mente de "L’Arte spiegata ai Truzzi" per conoscere da vicino come prende vita un’idea di successo. 

Paola, raccontaci come nasce l’idea del blog "L’Arte spiegata ai Truzzi"?

Gironzolavo per la National Gallery a Londra, e mi sono imbattuta in una classe italiana in gita. Due truzzi con bomberino e gel vagavano con aria perplessa e annoiata tra i quadri. Mi sono chiesta: sarebbe mica possibile far interessare costoro a Degas o Turner? Ecco, è iniziata così. Come una sorta di sfida. Ma soprattutto per divertimento.

A tuo parere quali sono gli elementi che hanno permesso a questo portale di emergere nell’infinito mondo dei blog? 

Non so, credo la combinazione di cultura e divertimento, la leggerezza intesa non come superficialità ma come semplicità e ironia combinate a contenuti di sostanza.

Quale opera "truzza" ha riscosso maggior successo sino ad ora?

Sono piacuti Caravaggio, l’Apoxyomenos e Mondrian. Interesse trasversale.

Hai deciso di inserire una sezione dedicata alle richieste. Che genere di opere d’arte vengono sottoposte alla tua attenzione? 

Ho ricevuto moltissime richieste, e le ho messe in una lista d’attesa. Alcune le ho già utilizzate, perché mi ispiravano. Mi piacerebbe esaudirle tutte, piano piano. Scelgo le opere non tanto in base al gusto personale, quanto al fatto che mi suggeriscono un’idea per la spiegazione che sia in linea con lo stile del blog; e soprattutto scelgo opere che fanno parte del bagaglio culturale comune, quelle che il truzzo si trova a dover studiare sui banchi di scuola. E mai opere di artisti viventi.

Le descrizioni delle opere sono in dialetto romanesco, ti piacerebbe in futuro crearne diverse nel linguaggio dei vari "truzzi" della Penisola? 

Non ne sarei in grado. Io sono di Roma. Magari si potrebbe pensare a un lavoro di ‘traduzione’ delegato a qualcuno?

Adesso conosciamo meglio la mente di questo progetto. Chi è Paola Guagliumi?

Sono laureata in Storia dell’Arte e di mestiere faccio la guida turistica, quindi l’arte è il mio pane quotidiano, o meglio, spiegare l’arte a persone non esperte, quasi sempre di altri paesi. La scrittura è un’altra mia grande passione, e in passato ho pubblicato qualche libro di carattere umoristico per Stampa Alternativa. Attualmente, oltre al blog, scrivo online per CosebelleMagazine. Sono anche un’appassionata di musica pop, rock e simili e, da ragazza, ho suonato in un paio di band vagamente punk. Insomma, un po’ di tutto, ma sempre con leggerezza e senza prendersi troppo sul serio.

Hai concepito "L’Arte spiegata ai Truzzi" per rendere più accattivante il mondo dell’arte oppure il tuo vuole essere un modo per rendere meno serioso il tuo lavoro?

Entrambe le cose. Sono fermamente convinta che l’arte del passato più o meno recente abbia molto da dirci sull’essere umano, su noi stessi, e che questa comunicazione fondamentale sia spesso inceppata da atteggiamenti paludati ed elitari, o da linguaggi che invece di spiegare nascondono.
Lavoro in inglese, quindi soprattutto con Nordamericani. Mi resi conto molto presto, quando iniziai a lavorare, che troppe date e dati sono controproducenti, generano solo noia: bisogna, essere sintetici per mantenere viva l’attenzione, semplici, divertenti, e creare un ponte con chi si ha di fronte, riferirsi al loro mondo e a ciò che già conoscono, altrimenti è finita, li hai persi.

Cosa vedi nel futuro del portale? Ti piacerebbe ricavarne un libro con le migliori analisi delle opere?

Non so, è successo tutto così in fretta! Soprattutto, spero di poter continuare a scrivere finché avrò idee e finché la gente si divertirà a leggere quanto io mi diverto a scrivere. Però adoro i libri veri, quelli di carta, quindi perché no?  


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  1. Mi è capitato per caso di sentire una delle meravigliose spiegazioni di Paola ed in pochi giorni ne ho ascoltato tantissime altre. I miei complimenti all’Artista che riesce a spiegare in un modo così arguto e divertente le più varie e conosciute opere d’arte. Grazie per le ore serene che ci fa trascorrere! Alberto

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