L’autogol di Ignazio – L’Amato e la casta – “Lega” da legare – Rutelli da correggere – Leggerezze di Vento – Contano solo i decibel del Grillo – Filosofia dello sputo

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 15 Novembre 2012

L’autogol di Ignazio 

"Berlusconi? – parola di Ignazio La Russa, ex An ed ora Pdl – Nessuno è indispensabile"

Giusto. Non è indispensabile, quindi, neppure Ignazio La Russa. Autogol.

L’Amato e la casta

"Un trentenne eletto in Parlamento, dopo due mandati, cioè a 40 anni – si è preoccupato il pluriex sempre in sella professor Giuliano Amato – che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i 65 anni per la pensione? L’esodato di Stato?"

Se è costretto a fare l’esodato un trentenne assunto in un’azienda e licenziato dopo dieci anni di lavoro, cioè a 40 anni, perché non potrebbe farlo un trentenne eletto in Parlamento? Ma per il pluriex sempre in sella professor Giuliano Amato è assolutamente inconcepibile: un parlamentare, secondo il suo punto di vista, non può essere considerato e trattato mai come un cittadino qualsiasi. Orrore. E, dunque, ecco la sua ricetta: "Gli si dia un’indennità di inserimento, due anni di vitalizio anticipato mentre si cerca un lavoro". E gli altri esodati? Evidentemente, per il professor Giuliano Amato sempre in sella, loro si arrangino. E, poi, la casta è casta. E, se è casta, mica si può aprire a porci e cani.

"Lega" da legare

"Mai – ha detto il segretario della "Lega nord", Roberto Maroni – mai un giornalista in galera".

Rutelli da correggere

"Sulla carcerazione dei giornalisti che vengano imputati per diffamazione – ha sostenuto, per giustificare il suo voto a favore dell’emendamento liberticida della "Lega nord", Francesco Rutelli – abbiamo semplicemenete recepito la richiesta della "Corte europea dei diritti dell’uomo"

Peccato però che, appena conosciuto l’esito della votazione dell’emendamento liberticida approvato al Senato della Repubblica italiana, Nils Muiznieks, comissario per i diritti umani al Consiglio d’Europa, abbia smentito di avere mai fatto partire gravi richieste del genere e, infatti, abbia espresso la sua "grande preoccupazione" per quel voto. Francesco Rutelli, allora, come Roberto Maroni? C’è o ci fa? Se c’è, per favore, si lasci "rottamare". Se ci fa, faccia però il piacere di smetterla finalmente di farsi guidare dai suoi più o meno inconsci rancori e di cominciare a rispettare quanti operano facendo il proprio dovere. Fossero anche quelli i quali hanno scoperto le carte al suo ex tesoriere Lusi e, perfino, quelli i quali si sono azzardati ad ipotizzare – come molti e lui stesso ipotizzarono, al tempo di "Mani pulite", con Bettino Craxi – che lui, il segretario del partito, non poteva non sapere. Perché questa, onorevole Rutelli, questa, bellezza, è la libertà di stampa. Che ogni Paese civile non si sogna di incarcerare.

Leggerezze di Vento

"Grillo – si è infervorata la "showgirl" Flavia Vento – è l’unico che dice le cose in faccia invece de ‘sti ladroni, mignotte e raccomandati… Ma andate tutti "affanculo" come dice Beppe… Qui, ormai, ci vuole una rivoluzione".

Intanto, sicuramente, la rivoluzione contro il cattivo gusto.

Contano solo i decibel del Grillo

"Il consenso espresso da alcuni militanti nei confronti dei due reprobi Giovanni Favia e Federica Salsi? – ha dato in escandescenze Beppe Grillo – Non vale un tubo: il consenso, da noi "5 stelle ", mica si misura con l’applausometro".

Sembra essere vero: finora, stando alle cronache, il consenso che conta, per Beppe Grillo, è quello misurato con gli assordanti decibel delle sue sentenze dittatoriali.

Filosofia dello sputo

"Se per caso dovessi trovarmi di fronte il "premier" Mario Monti – ha fatto sapere, ai microfoni della rubrica radiofonica "La zanzara", il professore universitario di filosofia del diritto nelle università di Genova e di Lucerna, Paolo Becchi – gli sputerei in faccia".

Sarebbe da obiettargli: uno può anche dissentire legittimamente dalla politica del "premier" Mario Monti, però in ossequio a quale filosofico diritto sputargli in faccia? Se allora sono questi certi insegnanti anche universitari, come meravigliarsi se certi studenti scendono poi in piazza per andare molto ben oltre gli sputi?


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