Lavoratori Basf in sciopero contro i licenziamenti

L’azienda ha deciso di delocalizzare alcune lavorazioni tra le più sicure e mantenere quelle più inquinanti, come l’inceneritore
di R. V. - 1 Giugno 2009

Nei giorni scorsi la Basf di Roma ha comunicato alla RSU (rappresentanza sindacale unitaria) e ai lavoratori dello stabilimento di via di Salone un piano di ristrutturazione che prevede una riduzione del personale. Verrà chiuso e delocalizzato un intero reparto che produce circa 4 milioni di pezzi l’anno di dispositivi catalitici per veicoli a motore e per elettrodomestici. Questo reparto è tra i meno inquinanti dello stabilimento ed è quello che occupa più personale trattandosi di lavoro di tipo manifatturiero. Gli altri reparti, compresi i forni dell’inceneritore, resteranno nell’attuale sito e subiranno una ristrutturazione. Il piano prevede una riduzione del personale, non ancora definita, che i sindacati non accettano.

Intanto la RSU ha indetto, a partire dal 7 maggio, uno stato di agitazione dei lavoratori (operai ed impiegati) contro la politica dell’Azienda sui licenziamenti, proclamando una serie di scioperi articolati sui tre turni. Nella foto lo sciopero del 21 maggio, con assemblea e manifestazione di fronte ai cancelli.

I Comitati Cittadini della Tiburtina, in un comunicato del 25 maggio, hanno espresso solidarietà con i lavoratori, “esposti essi stessi alle emissioni nocive dell’inceneritore, e si auspicano che la Basf, nel piano di ristrutturazione preveda la nuova tecnologia sicura AquaCritox/AquaCat al posto dell’inceneritore. Altrimenti queste decisioni della Basf non sono comprensibili alla vigilia della conclusione dell’istruttoria sulla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale che potrebbe essere negata proprio all’inceneritore”.

I cittadini di Case Rosse, Settecamini, Ponte di Nona e i lavoratori della Tiburtina Valley che da anni combattono contro l’inceneritore della Basf che brucia, 24 ore su 24, “circa 5 tonnellate al giorno di rifiuti tossici e nocivi (catalizzatori esausti), si sarebbero aspettati che la Basf delocalizzasse l’inceneritore e non le lavorazioni meno pericolose”.

Questa scelta “sicura e decisa” dell’Azienda preoccupa tuttavia i cittadini perché temono che la Provincia, che è l’Autorità competente per il rilascio dell’Autorizzazione, sia favorevole a concedere l’Autorizzazione. Infatti la Provincia, in un recente documento, nel quale indica la mancanza di presupposti per negare l’Autorizzazione, conclude che “Il diniego dell’autorizzazione AIA da parte della Provincia potrà avere corso soltanto in presenza di un palese atto del Sindaco”. In pratica la Provincia, facendo riferimento al parere negativo della ASL RMB, riconduce solo all’aspetto sanitario la decisione rimandandola al Sindaco di Roma, in qualità di Autorità Sanitaria locale.

“Con questa scelta – prosegue il comunicato – la Provincia rinuncia evidentemente a imporre la nuova tecnologia senza emissioni, AquaCritox/AquaCat, prevista dalla legge, in sostituzione dell’inceneritore. Inoltre, la Provincia rinuncia a chiedere la Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) che non è stata mai effettuata e che è prevista invece, in questa occasione, da una sentenza del Consiglio di Stato. L’esito di questa V.I.A. porterebbe inequivocabilmente alla chiusura dell’inceneritore per incompatibilità ambientale. I Comitati hanno invitato la Provincia a pronunciarsi su questi due importanti elementi che afferiscono a suoi precisi compiti, nella veste di Autorità Competente e di soggetto responsabile della tutela dell’ambiente, inteso come aria, suolo e acqua”.

I Comitati hanno chiesto al sindaco Alemanno di esprimere parere negativo all’autorizzazione per l’inceneritore della Basf e, qualora non lo facesse la Provincia, e di assumersi egli stesso la responsabilità di imporre la nuova tecnologia, AquaCritox/AquaCat, al posto dell’inceneritore.
In questi giorni i cittadini stanno inviando centinaia di fax al presidente della Provincia Zingaretti, al Sindaco, al Ministero dell’Ambiente, al SISP della ASL RMB e all’ARPA Lazio per chiedere di partecipare alla prossima Conferenza dei servizi per il rilascio/diniego della Autorizzazione Integrata Ambientale e di esprimere il loro parere. Infatti nell’ultima riunione convocata dalla Provincia non si era presentato nessuno degli invitati.

Il fac-simile della lettera per il fax, assieme a tutta la documentazione, è disponibile sul sito dei Comitati: www.sitotiburtina.altervista.org/ambiente/index.php


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