Lavoro, (Azuni Sel) Roma non può sopportare ulteriore povertà

Riceviamo e pubblichiamo - 18 Luglio 2012

Gli organi di stampa hanno negli ultimi mesi riportato più volte il triste primato che riguarda la capitale d’Italia, ai primi posti per il livello di povertà della popolazione, in vetta per i livelli di tassazione locale, regionale e comunale, e al vertice delle città d’Italia come introiti derivanti dalla pesantissima IMU.

Stamattina, gli organi di stampa riportano gli ultimi dati ISTAT, che fotografano il Lazio come territorio che vede il livello di povertà al 7,1, mezzo punto in più rispetto all’anno precedente.

Una situazione catastrofica, che vede la regione Lazio e Roma in particolare in una situazione di recessione sempre più drammatica e insopportabile.

In questo quadro desolante, si inserisce il decreto sulla revisione della spesa, che in italiano suona meglio perché si traduce, in concreto in ulteriore insopportabili tagli. Tra questi, preoccupa la paventata chiusura delle società in house, che per Roma e per la Regione Lazio svolgono servizi fondamentali ma che, soprattutto, occupano decine di migliaia di posti di lavoro, e sostentano numerosissime famiglie.
Lo spettro della chiusura entro il 30 giugno 2013 (meno di un anno) getta nel panico un numero impressionante di famiglie, e crea inoltre difficoltà oggettive nell’individuazione concreta delle strutture destinatarie del famigerato articolo 4.

Il grido di allarme che in questi giorni viene da forze politiche e singole realtà lavorative e sindacali di base è fondato e drammatico, e va accolto con sollecitudine e fermezza.

Roma non puo’ sopportare ulteriore disoccupazione e ulteriore povertà.

Maria Gemma Azuni


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