Lavoro, cresce il precariato: la situazione a Roma e nel Lazio

Redazione - 6 Agosto 2018

Non si fermano le polemiche relative al decreto dignità, soprattutto in riferimento alle misure previste per il lavoro. Dalla reintroduzione dei voucher che potrebbero sostituire il contratto a chiamata in alcuni ambiti (sul quale è possibile saperne di più grazie alla consulenza degli esperti della piattaforma  legale on line AvvocatoAccanto), alle strette alla somministrazione, che invece ha consentito l’accesso a un’occupazione stabile a moltissimi giovani, i temi in discussione sono davvero numerosi. Al di là delle questioni ideologiche, resta il fatto che sul tema occupazione tutti i Governi faticano a trovare una rotta giusta, capace di invertire il trend negativo che da sempre caratterizza il lavoro in Italia. Non è solo una questione di numeri, ma anche di qualità dell’occupazione, stabilità e sicurezza.

Il lavoro a Roma nel 2018

Nei primi tre mesi del 2018, a Roma e nel Lazio, sono 45 mila le persone che hanno iniziato un rapporto di lavoro. Di queste, ben 30 mila sono state chiamate a occupare posizioni non qualificate. Il lavoro perde competenze e qualità. Sono camerieri, commessi, addetti alle pulizie a trovare lavoro nella Capitale, per tecnici specializzati e tanti laureati non c’è spazio. Cosa significa? Che il tessuto produttivo va a poco a poco dequalificandosi, aprendo le porte dell’emigrazione verso nord e verso l’estero a tanti giovani. E’ quanto emerge dalla fotografia di Unioncamere sulla domanda di occupazione delle imprese.

I dati nel dettaglio

Su 45 mila assunzioni, quindi, le figure dirigenziali ricercate sono state solo 140; 60 i medici, come i farmacisti; gli ingegneri poco più di 800. I commessi, invece, hanno toccato e superato le 4 mila unità, 2 mila i conduttori di mezzi di trasporto, 4.500 gli addetti alle pulizie, 3 mila i camerieri. Lavoro spesso precario. Numeri che fanno riflettere e che dovrebbero aprire a una riflessione ben più ampia di quella limitata al Decreto Dignità. La dequalificazione dell’occupazione si traduce in una perdita di competitività del territorio, un problema che la Capitale sembra condividere con molte realtà europee. Già nel 2013, infatti, uno studio della Sorbonne di Parigi, condotto con la Società Europea dell’Economia, metteva in guardia dal rischio di un’Europa, entro il 2030, ostile ai lavoratori qualificati.

Il precariato non aiuta

A questi numeri, poi, si aggiunge l’allarme della Cgil che ha puntato il dito contro il precariato eccessivo, complice della dequalificazione. Il 60 per cento dei contratti dello scorso anno, evidenzia il sindacato, ha avuto una durata tra 1 e 30 giorni. Il 30 per cento, invece, addirittura per un solo giorno. I contratti a tempo indeterminato che si sono chiusi nel 2017 e che non sono stati sostituiti da nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, invece, hanno toccato quota 40 mila. Un dato che, insieme alla dequalificazione, fa riflettere sulle conseguenze dirette che questi elementi possono avere sul sommerso. Un grande bacino che purtroppo accoglie sempre più lavoratori, fino a toccare, secondo l’Eures, 190 mila lavoratori solo nel Lazio. Di questi ben 168 mila sono occupati nel terziario.

Nel Sud seicentomila famiglie senza lavoro

La situazione romana e laziale, però, non è isolata. I dati Svimez degli ultimi giorni accendono un faro sul Mezzogiorno, sulla disoccupazione dilagante e sulle problematiche di un territorio sempre in affanno. Sono 600 mila le famiglie senza lavoro e la fuga dei cervelli più giovani e competenti sembra non arrestarsi mai.

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Sud Italia 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16 per cento dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati.


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  Commenti: 2

  1. Centri Impiego Roma


    Nei nostri uffici abbiamo già da tempo la percezione dei dati esposti nell’articolo. Purtroppo…


  2. Ad oggi, 26/03/2019 la situazione è più che peggiorata. Basta solo farsi un giro sui vari siti di annunci di lavoro per rendersene conto.

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