Lazio, arsenico nell’acqua

Codacons: "i cittadini hanno diritto al risarcimento"
Enzo Luciani - 4 Gennaio 2013

In seguito all’allarme lanciato dall’organizzazione mondiale della sanità, per la quantità di arsenico e floruri rinvenuta nell’acqua potabile di alcuni comuni laziali, in particolare nella Provincia di Viterbo, il Codacons ha presentato un risorso al Tar del Lazio da parte dei residenti dei Comuni dove l’acqua è inquinata. Più di sessanta i comuni interessati dall’acqua non potabile. "L’arsenico – rende noto l’Oms – è causa di cancro e patologie cardiovascolari. Nel tempo la presenza di questo elemento chimico, pericoloso, può causare lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, cancro, danni al sistema nervoso".

«Tutti i titolari di un’utenza idrica residenti nei Comuni elencati sul sito www.codacons.it, nei quali entro il 31 dicembre del 2012 il problema della presenza dell’arsenico nell’acqua non è stato risolto, possono agire al fine di ottenere non solo il risarcimento dei danni subiti, ma anche la riduzione della tariffa dell’acqua – spiega l’associazione – Il Codacons sta infatti preparando un megaricorso al Tar contro le autorità responsabili di tale situazione al fine di ottenere la condanna delle stesse a un adeguato risarcimento del danno a favore di ciascun aderente e la riduzione della tariffa idrica applicata anche se continua ad essere erogata acqua avvelenata dall’arsenico».

Proprio grazie all’associazione il Tar del Lazio ha disposto un risarcimento in favore di duemila cittadini che avevano proposto ricorso attraverso il Codacons, affermando che il «fatto illecito costituito dall’esposizione degli utenti del servizio idrico ricorrenti a un fattore di rischio (l’arsenico disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall’Ue), almeno in parte riconducibile alla violazione delle regole di buona amministrazione, determina un danno non patrimoniale complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l’aumento di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress psico-fisico».


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