Lazio. Servizi sociali: il terzo settore chiede più spazio

Nell'incontro del 20 settembre 2011 con la Commissione regionale Lavoro e Politiche sociali
Enzo Luciani - 21 Settembre 2011

Le associazioni di volontariato invocano un ruolo più incisivo nella nuova architettura del sistema integrato dei servizi sociali della Regione Lazio. E’ quanto ha sostenuto in Commissione Lavoro e politiche sociali il presidente della Conferenza regionale del volontariato del Lazio, Roberto Rosati, ascoltato il 20 settembre 2011,  sulla proposta di legge regionale n. 226 d’iniziativa della Giunta regionale, concernente il "Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio".

“Le associazioni di volontariato hanno più volte manifestato interesse per il proposito del Consiglio regionale di licenziare una nuova legge sul sistema dei servizi sociali”, ha esordito Rosati –, “ma chiedono che la futura legge attribuisca ‘l’obbligo’ di coinvolgere il Terzo settore nell’adozione dei piani locali e regionale”. La Conferenza regionale del volontariato è un organismo consultivo della Regione. Prevista dalla legge regionale 29/1993, la Conferenza rappresenta circa duemila associazioni iscritte in un apposito registro. Una realtà importante per la quale Rosati rivendica “la realizzazione dell’effettiva partecipazione delle organizzazioni di volontariato e di tutto il terzo settore alla rilevazione dei bisogni locali e regionale, alla programmazione, alla condivisione degli obbiettivi, alla realizzazione delle azioni del sistema”. Nel corso del suo intervento Rosati ha presentato alla Commissione una serie di modifiche alla PL 226.

Ieri è stata anche la volta dei cinque assessori provinciali alle politiche sociali della Regione. Anche a nome degli altri quattro colleghi, l’assessore alle Politiche sociali della Provincia dei Roma, Claudio Cecchini, ha manifestato un certo “imbarazzo istituzionale”, per l’assenza dell’assessore regionale Aldo Forte. “Manca il proponente della proposta di legge al quale vorremmo porre una serie di quesiti e proporre una serie di emendamenti” ha dichiarato Cecchini il quale ha chiesto una nuova audizione alla presenza di Forte.
“Ritengo che una legge di sistema che dopo 16 anni è in procinto di esser riformata meriti ulteriori approfondimenti”, ha dichiarato il presidente della Commissione Lavoro e politiche sociali, Maurizio Perazzolo (Lista Polverini), a conclusione delle audizioni. “Abbiamo ascoltato anche gli assessori provinciali del Lazio – ha concluso Perazzolo – , ma data la delicatezza della proposta di legge, inviteremo anche i rappresentanti di tutti i distretti sociosanitari presenti sul territorio della nostra regione”.

Oltre al presidente della Conferenza regionale del volontariato del Lazio, Rosati, e l’assessore provinciale Cecchini, sono stati ascoltati: gli assessori provinciali alle politiche sociali Paolo Bianchini (Viterbo), Fabio Bianchi (Latina), Luigi Taddei (Rieti) e il consigliere delegato della provincia di Frosinone Vittorio Di Carlo; l’assessore alle politiche sociali del Comune di Frosinone, Massimo Calicchia; il presidente dell’Anisap Lazio – Associazione delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private, Vittorio Cavaceppi; la presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio, Emma Ciccarelli; il presidente regionale dell’Anpas Lazio – Associazione nazionale pubbliche assistenze, Angelo Ballacci.


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