Le gesta del re del Wwf – Toh, di nuovo lo ‘spread’ oltre 400 – Urgenze e no – Zitti voi – Le facce di Buttiglione

Fatti e misfatti di aprile 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 24 Aprile 2012

Le gesta del re del Wwf

"Abbiamo bisogno di rigore, serietà ed esemplarità – aveva predicato, in occasione dello scorso Natale, il re di Spagna Juan Carlos – ed io stesso ho il dovere di osservare un comportamento esemplare".

Bellissimo proponimento natalizio. Solo che, trascorsi appena quattro mesi, re Juan Carlos è partito per la Botswana, dove è possibile partecipare a costosissimi safari e dove si è divertito ad uccidere un povero elefante, per una spesa complessiva stimata intorno ai 50 mila euro. Ma lo sdegno degli spagnoli non è solo perché il loro re, dopo i bei pensierini di Natale, se n’è andato tranquillamente in Botswana spendendo quanto uno solo di loro guadagna, mediameente, in due-tre anni di lavoro. Lo sdegno è anche perché il loro re è presidente dello spagnolo Wwf (il Fondo mondiale per la natura) e il Wwf mondiale non ne ha ancora decretata, dopo l’uccisione per divertimento del povero elefante, la più che giusta e coerente espulsione. A meno che nello statuto del mondiale Wwf non ci sia un piccolo comma che consenta ai re, impunemente, di uccidere anche un pettirosso e di defecare sulle orchidee più rare.

Toh, di nuovo lo ‘spread’ oltre 400

"Con il nostro Governo – aveva annunciato il nuovo "premier" Mario Monti nel giorno stesso del suo insediamento – lo "spread" (la differenza, cioè, tra i rendimenti dei Buoni decennali italiani e quelli dei corrispondenti titoli di Stato tedeschi) non oltrepasserrà più, come in passato, i 400 punti".

Con il Governo Monti, in questi ultimi giorni, lo "spread" ha di nuovo oltrepassato più di una volta, invece, i 400 punti. Anche i più illustri professori, allora, commettono sbagli clamorosi. Oppure la buttano là con la speranza che vada bene. O la va, insomma, o la spacca. E, se non la va, amen. Anzi, "so be it" (amen, cioè, in inglese più o meno bocconiano).

Urgenze e no

"Il Senato – è la notizia – ha approvato, in via definitiva, il decreto fiscale che cambierà la situazione nelle tasche degli italiani. I voti a favore sono stati 228, quelli contrari 29, due le astensioni".

Adotta Abitare A

Era necessario – si sono affrettati a dichiarare gli esponenti dei partiti che hanno votato a favore – per il bene dell’Italia e della sua economia. In gran parte vero. Ora, tuttavia, si è sempre in attesa della notizia che il Parlamento venga chiamato a votare – anche in questo caso per il bene dell’Italia e della sua economia – le norme che dovranno cambiare la situazione nelle casse dei partiti e nei portafogli di senatori e deputati. Sarà poi interessante verificare – se e quando fosse – se i voti a favore saranno anche allora così tanti e così tanto convinti. E se gli esponenti dei partiti avvertiranno almeno il dovere di dichiarare "scusate il ritardo".

Zitti voi

"Le tasse al 45% sono troppe, anche perché determinano ulteriori gravi effetti recessivi". "Occorre ridurre velocemente la spesa pubblica per poter ridurre la forte pressione fiscale".

Le due affermazioni non sono del povero signor Rossi sempre più schiacciato dal Fisco. E neppure di un anonimo studente di economia uscito ieri dall’università. La prima affermazione è del Presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, e la seconda del Vicedirettore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi. Due affermazioni, dunque, con il timbro di una indubbia e imparziale autorevolezza. Nei confronti delle quali, però, sembra che alcuni professori del Governo non abbiano nascosto segni perlomeno di fastidio. Come a voler dire: "Ma non sapete che è vietato parlare al conducente?" Giusto. Parlare al conducente è infatti vietato perché il conducente potrebbe distrarsi. Distrarsi fino al punto di dimenticarsi di pigiare ancora più forte il piede sull’acceleratore delle tasse.

Le facce di Buttiglione

"Adesso che la politica è morta – ha enunciato l’onorevole professor Rocco Buttiglione – c’è bisogno di facce nuove".

Saggia enunciazione. Che ancor più saggia sarebbe stata, tuttavia, se l’onorevole professor Rocco Buttiglione, da quasi venti anni in politica, avesse enunciato anche la coerente volontà di lasciare il suo posto ad una faccia nuova. 


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