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Le navi dei veleni in VI municipio

Se ne parlerà il 5 novembre alla libreria Rinascita in viale Agosta
di Letizia Palmisano - 30 Ottobre 2009

Nel VI Municipio si ritorna a parlare delle Navi dei Veleni (http://www.legambiente.eu/onal/navi_veleni/index.php  ), alla libreria Rinascita, viale Agosta 36

Delle Navi dei Veleni se ne è discusso 2 settimane fa a Da Sud (www.dasud.it). Per l’occasione venne proiettato il video sulle Navi dei Veleni (disponibile anche on demand on line grazie e Current TV http://current.com/items/90187321_le-navi-dei-veleni.htm). Al dibattito erano stati partecipi, tra gli altri, Enrico Fontana – oggi consigliere regionale e che con Legambiente già 15 anni fa denunciava il fenomeno – e con Riccardo Bocca – caporedattore de l’Espresso che da anni porta avanti l’inchiesta sulle navi dei veleni e sul commercio illegale di rifiuti sul suo settimanale. In tale occasione sono state diverse decine le persone accorse, tanto che una buona metà delle persone venute per il video e per assistere al dibattito sono rimasti fuori, a guardare dalle finestre aperte della sede. Molti allora, dopo oltre tre ore di serata, non riuscirono a porre tante delle domande che vennero guardando il video e dibattendo. Per chi volesse, ora, se ne torna a parlare sempre nel VI Municipio.

L’appuntamento a Rinascita è fissato per il 5 Novembre alle 18:30. A “far luce sulle navi dei veleni” saranno Sebastiano Venneri (Vice Presidente Legambiente), Enrico Fontana (Comitato Per La Verità), Valentina Romoli (Vice Presidente Legambiente Lazio) coordinati dall’esponente di Legambiente del circolo Città Futura Luciano Ventura.

“Dopo il rinvenimento al largo di Cetraro, lo scorso 12 settembre, del relitto di una nave con un carico di bidoni i cittadini calabresi chiedono verità e giustizia sui traffici internazionali di rifiuti tossici e radioattivi smaltiti con la tecnica delle ‘navi a perdere?: carrette cariche di veleni lasciate affondare nel Mediterraneo, in particolare lungo le coste calabresi. Una tecnica usata sin dalla fine degli anni Ottanta”. Così inizia il comunicato di Legambiente che invita tutti i cittadini a partecipare proseguendo: “ La congiura del silenzio durata quindici anni, dal primo esposto/ denuncia di Legambiente nel 1994, si è infranta di fronte a quel relitto in fondo al mare di Cetraro. Occorre tirare fuori la nave di Cetraro insieme al suo carico sospetto e bonificare immediatamente l’area di Serra D’Aiello contaminata da rifiuti tossici e radioattivi. Così come occorre individuare e recuperare tutte le altre imbarcazioni lasciate affondare coi loro misteri nei nostri mari”.

L’intento è innanzitutto quello di sensibilizzare i cittadini, affinché prema la richiesta popolare sul Governo perché questo “faccia la sua parte e dia risposte immediate nell’interesse dei cittadini e della Calabria. La Calabria e l’Italia non possono più aspettare”.

Al termine  aperitivo/degustazione di prodotti tipici calabresi.


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