Le polveri sottili danneggiano la Cappella Sistina

Troppi visitatori arrecano danno alle pitture michelangiolesche. Per ora nessun ‘numero chiuso’ per i visitatori
di Serenella Napolitano - 14 Settembre 2010

Le tante visite alla splendida Cappella Sistina, capolavoro michelangiolesco e di molti altri artisti del quattrocento, stanno arrecando danni alle sue interminabili pitture.
L’allarme è stato dato nei giorni scorsi dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci ex ministro dei beni culturali.
Sulle pareti della Cappella infatti si depositano ogni giorno delle polveri sottili ed invisibili che danneggiano le pellicole degli affreschi.

La causa, i quasi 4 milioni di visitatori che ogni anno con il naso all’insù e involontariamente con la loro temperatura corporea e il proprio respiro fanno volare le polveri dove "non dovrebbero".
Troppi visitatori o meglio ancora manca un adeguato macchinario per frenare l’invasione di queste polveri.

Un “no” a tutte le ipotesi di “numero chiuso” per le visite della Cappella Sistina e ai microfoni della Radio Vaticana e del Tg3 regionale il direttore Paolucci ricorda che esistono tecnologie in grado di evitare gli sbalzi di temperatura e umidità che mettono in pericolo i capolavori della Sistina.

“Non sarebbe neanche giusto – spiega – privare al popolo dei Musei Vaticani, gente che viene dall’Australia, dalla Nuova Zelanda o dal Perù, di vedere la Cappella Sistina, che oggi nell’immaginario artistico delle donne e degli uomini del mondo è l’attrazione fatale, l’oggetto del desiderio. Oggi, per fortuna, la scienza e la tecnica ci permettono di consentire alla gente di visitare la Cappella Sistina senza danni apprezzabili per quest’antologia di figure, che deve essere considerata la più affascinante, la più suggestiva del mondo”.

L’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Cnr ha pensato ad una ricostruzione 3d della Cappella Sistina un po’ come è stato fatto per la Cappella degli Scrovegni a Padova o per la famosa necropoli della Banditaccia di Cerveteri. Ovviamente convincere tutti a vedere una ricostruzione multimediale, senza ammirare la realtà resta molto difficile.

Riguardo infine alla ripresa delle aperture serali dei Musei Vaticani, Paolucci precisa che “i visitatori della sera sono una frazione minima di quelli che visitano ogni giorno i Musei Vaticani: saranno il 5 per cento, anche meno. Secondo, il criterio di spalmare su un orario sempre più lungo i visitatori in un certo senso è positivo per la conservazione del patrimonio. Quindi, non è questo il tipo di obiezione efficace”.

Allora, si continuerà a spolverare la Sistina? E’ consigliabile di non farlo sempre perché anche una leggera carezza di una spatola potrebbe arrecare danni.

Insomma “la soluzione” per proteggere la Sistina dall’arrivo di milioni di visitatori all’anno è come spiega Paolucci quella di cambiare l’impianto di aereazione e attrezzare dei percorsi dove far passare le persone, con dei tappeti per l’abbattimento della polvere e dei sistemi di graduale condizionamento in modo tale che all’arrivo nella Sistina il pubblico arrivi, in un certo senso, già “depurato”.


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