Le reazioni politiche all’arresto di De Vito

Redazione - 20 Marzo 2019

Numerose le prese di posizioni sull’arresto del Presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito.

Iniziamo da quelle del Movimento 5 Stelle. Per primo da quella di Di Maio via facebook: “Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile. De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ciò che ha sempre distinto il MoVimento dagli altri partiti è la reazione di fronte a casi del genere. De Vito potrà e dovrà infatti difendersi in ogni sede, nelle forme previste dalla legge, ma lo farà lontano dal MoVimento 5 Stelle. Ringrazio la magistratura e le forze di polizia per il lavoro che hanno svolto e che continueranno a svolgere quotidianamente. Ricordo infine che proprio grazie a un provvedimento del MoVimento 5 Stelle, lo Spazzacorrotti, chi viene condannato per questi reati oggi va dritto in galera!”

Altrettanto netta la sindaca Virginia Raggi: “Nessuno sconto. A Roma non c’è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione. La notizia dell’arresto di Marcello De Vito è gravissima: ho piena fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici. Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Ho dichiarato guerra alla corruzione e respinto i tentativi di chi vuole fermare l’azione di pulizia che portiamo avanti. Qui non c’è spazio per ambiguità. Non c’è spazio per chi immagina di poter tornare al passato e contaminare il nostro lavoro. Avanti fino in fondo, senza se e senza ma, per la legalità”.

Analoga posizione quella del presidente della Camera Roberto Fico: “L’arresto di De Vito è un fatto terribile. La corruzione è l’atto più deprecabile che un politico possa fare e va condannato al 100%. L’importante è che la magistratura vada avanti nelle indagini. Ho piena fiducia nella magistratura. Non si guarda in faccia a nessuno – ha aggiunto – senza se e senza ma, fermo restando il diritto di De Vito alla difesa”

La consigliera capitolina Cristina Grancio, espulsa dal gruppo M5s in Campidoglio proprio per l’opposizione allo stadio ha dichiarato all’AdnKronos: “Ormai non ci stupisce niente. Io credo che chi abbia così ostinatamente difeso questo stadio anche di fronte all’evidenza a questo punto debba dimettersi. Gli interessi in gioco sono altissimi, l’urbanistica è il simbolo della speculazione a Roma. Sapevamo che dovevamo entrare nelle istituzioni per rompere questo sistema e invece sembrerebbe – parlo con tutti i condizionali del caso – che il sistema abbia fagocitato questa amministrazione”.

“Sarebbe facile, oggi, ironizzare sulla “onestà” del M5S –dichiara la presidente Pd del I municipio Sabrina Alfonsi -. La Sindaca ha prontamente scritto sui social di aver dichiarato guerra alla corruzione. Come altri mille annunci in questi primi 1000 giorni di suo mandato ai quali non sono seguiti fatti. Da garantisti, noi affidiamo alla magistratura il compito di giudicare il loro operato da un punto di vista giudiziario. È indubbio, però, come di questi primi 3 anni della Sindaca Raggi si ricordino molto più le vicende giudiziarie che le azioni concrete per rilanciare la capitale e migliorare la qualità di vita delle romane e dei romani. L’arresto che oggi ha colpito De Vito non ci deve far dimenticare la loro colpa più grave: l’immobilismo e il declino a cui hanno condannato la nostra città rispetto al resto del Paese. Per questo e non per altro, la Sindaca dovrebbe mettere fine al più presto alla sua esperienza di governo”.

Il coordinatore nazionale della comunicazione del Pd Marco Miccoli: “Non abbiamo nulla da dichiarare sulla vicenda giudiziaria che riguarda il presidente del consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito. Fiducia nella magistratura. Se daremo un giudizio, lo daremo alla fine dell’iter processuale. Lo dico ai 5Stelle: noi siamo garantisti sempre. Non a secondo delle convenienze e delle persone che vengono indagate”.

“L’arresto del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, –  dichiara in una nota Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina – conferma, con tutta la dovuta prudenza che la circostanza richiede non essendo ancora intervenuta alcuna condanna, che anche il M5S è abbastanza compromesso con le questioni giudiziarie molto gravi. Non fosse altro che l’odierno arresto di De Vito fa seguito a quello di Lanzalone, altro uomo incaricato di fatto dalla Raggi e dai vertici grillini nazionali di esaminare molti dossier scottanti, tra cui quello dello stadio della Roma, un professionista che a suo tempo conosceva molto bene e frequentava quotidianamente le stanze del potere in Campidoglio. Noi di  Fratelli d’Italia siamo garantisti sempre e comunque, e non saremo certo noi a comportarci come i pentastellati ed a mostrare le manette o portare le arance in Campidoglio anche se, ad onor del vero, nel caso del presidente De Vito i reati ipotizzati sono molto gravi. Adesso mi spiego come mai un anno fa mi è stato negato l’accesso agli atti che avevo richiesto. Oramai è evidente a tutti che il Sindaco Raggi e la sua maggioranza hanno fallito il loro compito e quindi dovranno trarre le conseguenze e dimettersi soprattutto perché non sono in grado di amministrare la Città vista la manifesta inadeguatezza a svolgere un ruolo così delicato”.

“Non si tratta di condannare a prescindere – affermano in una nota Rachele Mussolini consigliere capitolina lista Civica Con Giorgia e Federico Rocca responsabile romano enti locali FdI – ma di guardare agli interessi della Capitale. Con orgoglio, oggi più di prima, sottolineiamo la necessità di difendere e riaffermare il ruolo di Roma nel contesto nazionale.

La crisi dell’assemblea capitolina, il profondo malgoverno che in questi anni ha bloccato la città, ora ha un solo sbocco: le elezioni. Il firmamento pentastellato Grillo, Raggi, De Vito, Taverna, Ferrara è crollato lasciando macerie difficilmente sanabili. Ci aspetta un compito arduo e non c’è tempo da perdere in difese di parte, la magistratura farà il suo lavoro e noi rimaniamo garantisti, ma Roma ha bisogno di cambiare immediatamente governo.

“La Raggi rassegni le dimissioni, Grillo torni a fare il comico e i  suoi proseliti lascino stare Roma.
La città torni a chi ha passione e competenza, non c’è più tempo per provare a salvare la Capitale dal degrado e dell’abbandono targato 5 stelle”. “Il nuovo filone di indagine sulla cementificazione di Tor di Valle, che ha portato all’arresto del Presidente Cinque Stelle dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, mette in discussione uno dei capisaldi del M5S: l’onestà. Non basta l’espulsione di De Vito dal movimento per nascondere i fenomeni corruttivo all’interno degli eletti del movimento stesso.”

Così Francesco Alemanni esecutivo nazionale dei Verdi di Roma e Fedinando Bonessio co-portavoce regionale dei Verdi, che spiegano: “Dopo aver detto no alle Olimpiadi per paura della corruzione e delle manovre speculative, la Sindaca Raggi si è legata a doppio filo ad uno dei peggiori interventi urbanistici della storia di Roma: un regalo ai privati, in variante al PRG, in zona a rischio idrogeologico, senza metropolitana e senza altri adeguati collegamenti, e in danno di un ecosistema da tutelare come l’ansa del Tevere a Tor di Valle. Nonostante gli arresti ed il parere negativo del Politecnico di Torino, la Sindaca – a Tor di Valle come su altre fondamentali questioni – adotta la tecnica del pesce in barile”
“Ma non basta – proseguono i Verdi – l’arresto di De Vito, nell’ipotesi degli inquirenti sembrerebbe legato anche alla ‘ristrutturazione dei Mercati Generali’ con il coinvolgimento degli imprenditori Toti e alla realizzazione di un albergo vicino alla stazione FS di Trastevere di interesse dell’immobiliarista Statuto. Uno scenario da partito del mattone di altri tempi. Immediatamente, si dica di no una volta per tutte alla corruzione e al consumo di suolo e allo scellerato progetto di un nuovo quartiere col pretesto di uno stadio, e si dia priorità, semmai, all’emergenza abitativa ed ai piccoli interventi di urbanizzazione, come i PRINT, per i quali questa Giunta non ha fatto nulla.”
“A questo punto sarebbe decisamente meglio che la sindaca Raggi prendesse consapevolezza del fallimento della sua Giunta e desse le dimissioni, per consentire ad un Commissario prefettizio di ripristinare la legalità urbanistica a Roma, in attesa di nuove elezioni.” Concludono Alemanni e Bonessio.

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