‘Le Sacre Reliquie di Sambuci’ di Aurora Fratini

La presentazione del libro, in occasione del 350° della traslazione delle reliquie di S. Celso Martire, venerdì 28 ottobre 2011
Enzo Luciani - 27 Ottobre 2011

A Sambuci, venerdì 28 ottobre 2011 alle ore 18.00 nel Salone delle Prospettive a Castello Theodoli, in occasione del 350° della traslazione delle reliquie del Santo patrono,S. Celso Martire, verrà presentato il libro “Le Sacre Reliquie di Sambuci” di Aurora Fratini.

Frutto di una ricerca storica appassionata e durata più di un anno, nella relazione verranno illustrati ed esposti al pubblico tutti i pezzi revisionati e catalogati.

Dice l’autrice: si tratta di una trilogia facente parte della collana Sambuci nel Sacro: Culti, Riti, Tesori, promossa allo scopo di divulgare e ampliare le conoscenze sulla straordinaria eredità culturale, spirituale ed artistica che Sambuci possiede. Proprio affinché questa ricchezza non vada dispersa, si è pensato di fissarne i contenuti su pagina scritta, arricchire i dati reperiti con analisi critiche e storiche, ricerche biografiche e leggendarie da offrire alla comunità stessa del paese – che talvolta persino ignora il valore di questo retaggio culturale così prezioso – e a chi voglia accostarsi a Sambuci con la consapevolezza di potervi trovare una tradizione religiosa ricchissima di suggestioni.

Per fornire un quadro il più possibile esaustivo dell’intricata materia che ci siamo trovati ad affrontare, il libro segue un criterio epistematico, cioè un metodo deduttivo che, partendo da una visione più generale del soggetto trattato (le reliquie) arriva alla descrizione il più possibile dettagliata del particolare (i reliquiari di Sambuci ed i loro contenuti).
Iniziando infatti dall’affermarsi e il diffondersi del culto delle reliquie, il loro significato religioso, antropologico, rituale e finanche superstizioso, si passa attraverso l’attenta e non sempre facile analisi che è stata scientificamente applica al Libretto dei Reliquiarj, unica fonte documentaria manoscritta in nostro possesso, conservato presso la Parrocchia, e alla sua fedele trascrizione; quindi ad una nuova lista di inventariazione dei reliquiari epurata da errori ed incongruenze, per infine offrire al lettore brevi cenni riguardanti i santi e gli oggetti i cui resti rinvenuti fanno riferimento.
La vasta materia di ricerca offerta dallo studio effettuato sui reliquiari e sulle reliquie, particolari oggetti del sacro, tocca un vasto panorama di contenuti che spaziano dall’aspetto più puramente religioso e storico a quello antropologico, simbolico, spirituale e mitico, ed esercita senza dubbio una certa fascinazione; è auspicabile che anche il lettore, in questo scavo di recupero da cui è emersa una “archeologia sacra” riesumata dalla Parrocchia di Sambuci, possa apprezzarne i risultati ottenuti con il medesimo stupore.
Quanto prima, per il valore religioso, artistico e storico che ricoprono, i reliquiari di Sambuci saranno esposti al pubblico per poter essere ammirati da tutti.

Si è infatti finalmente avviato alla sua concretizzazione il progetto, da tanti anni auspicato e promosso in comunione di intenti dal Comune di Sambuci, dalla Provincia di Roma, dal Parroco don Anacleto Giagnori e dal Vescovo di Tivoli S.E. Mons. Mauro Parmeggiani di realizzare per il paese il Museo di Arte Sacra, che sarà ospitato al secondo piano di Castello Theodoli e che accoglierà, tra i tanti reperti e paramenti sacri, anche i reliquiari oggetto di questo studio.
In tal caso, il presente testo potrà essere utilizzato come strumento esplicativo di questi singolari oggetti sacri e devozionali carichi di storia, avvolti nel mistero della fede e tanto vicini alla religiosità popolare

La ricerca si è limitata a rileggere e catalogare le reliquie conservate a Sambuci sulla base della documentazione rinvenuta e ai frammenti conservati.
Non abbiamo inteso entrare nel merito di una valutazione sull’autenticità o meno dei frammenti, perché l’intento che questo studio si era prefissato, mediante il lavoro di riordino, inventariazione e riclassificazione, era essenzialmente quello di riconsegnare a Sambuci questo suo particolare patrimonio, sacro e misterioso insieme, lasciato da tempo immemorabile nel disordine di una memoria polverosa e antica.

Potenti mezzi di intercessione tra la terrestrità della natura umana ed il mistero trascendentale, le reliquie sono entrate nella vita quotidiana della gente disegnandone aspetti di grande rilevanza nell’ambito dell’antropologia culturale: utilizzate nei riti, nelle preghiere, negli scongiuri, nella magia popolare, nel culto. Per guarire, allontanare pericoli, dominare gli elementi nei momenti di maggiore ostilità, ne hanno invocato l’aiuto religiosi, guaritori, taumaturghi, esorcisti, contadine, “streghe”.
Ancora oggi non hanno perso il loro alone arcano, esprimono un enigma, alimentano dubbi, manifestano devozione, testimoniano la fede, rivelano un prodigio e per tutti esercitano una particolare attrazione.

La complessa natura che le reliquie ricoprono, da un lato così semplicemente umana, dall’altro magica e divina, il loro altissimo valore simbolico e storico al contempo, consente a chiunque si accosti a questi oggetti, fosse con fede o per pura curiosità, di guardarli tuttavia con il massimo rispetto.

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Con tale consapevolezza ci siamo adoperati per la conservazione e la valorizzazione di questi beni di valore collettivo: essi rinviano all’aspetto sacro della vita, alla religiosità popolare, a sentimenti arcaici e universali. Sono tra i segni più rappresentativi di una umanità che, nel corso della storia, nel tentativo di cercare e dare una risposta al senso dell’esistere, ha da sempre teso verso il bene".


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