Le violenze sì e no de “L’Osservatore Romano” – E l’Emilio restò solo – Dai milioni alla penna d’oca – Lugano bella

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 26 Novembre 2012

Le violenze sì e no de "L’Osservatore Romano" 

La violenza di certi uomini nei confronti delle donne – ha scritto "L’Osservatore Romano" – è probabilmente dettata dall’incapacità di accettare, nella quotidianità concreta, l’emancipazione femminile".

Giustissimo. Ci si aspetterebbe da "L’Osservatore Romano", però, un altrettanto giustissimo scritto che affermasse come la violenza di certi preti nei confronti di tanti minori e di tanti soggetti deboli (come, ad esempio, diversamente abili e carcerati) sia probabilmente dettata dall’incapacità di accettare, nella realtà concreta, quel sesto comandamento che impone di "non commettere atti impuri". Ci si aspetterebbe, anzi, con legittima urgenza. Per capire, anche, che cosa abbia significato l’avere spedito a Malta, circa un mese fa, quel monsignor Charles Scicluna il quale si è più volte distinto per avere accusato alcune Conferenze episcopali – a cominciare da quella italiana guidata dal cardinale Angelo Bagnasco – per non avere fatto abbastanza nei confronti dei preti pedofili.

Dar Ciriola asporto

E l’Emilio restò solo

"Vi ho chiamato oggi qui – si è presentato l’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, al Teatro Nuovo di Milano – per esporvi il programma del mio movimento politico "Vogliamo vivere"".

Ad ascoltarlo, però, c’erano poche decine di persone. Ma perché, incredibilmente, la gente non vuole vivere? Certamente no. E, proprio perché vuole vivere, non è andata ad ascoltare l’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, per non morire. Per non morire dalle risate.

Dai milioni alla penna d’oca

"I locali dove da anni stanno operando i tre giudici di pace e i loro otto impiegati a Venezia – è venuto alla luce – gravano ogni anno, tra affitto e spese, per quasi due milioni e 600 mila euro".

Rapporto tra spesa e numero di occupati, quindi, di oltre 236 mila euro l’anno pro-capite. E, cioè, una follìa pura. Che ancora più follia pura diventa nel momento in cui il Ministero della Giustizia, proprio in questi giorni, ha diramato una circolare nella quale "invita" i cancellieri, in "assenza di fondi", a non affidarsi più ai costosi mezzi tecnologici e a tornare a scrivere a mano i verbali dei processi. Domanda: ma, per risparmiare ancora di più, usando la "penna biro" o la penna d’oca e il calamaio?

Lugano bella

"A Lugano, ma un po’ in tutto il Canton Ticino – è arrivata conferma dalla Svizzera – sono stati ben seimila, dal 2011 ad oggi, gli italiani i quali hanno chiesto di fissare lì la loro residenza".

Ma perché Lugano è bella? Perché un po’ in tutto il Canton Ticino ci sono, nelle trattorie, zuppe di zucca, gallo in umido, stinco di maiale, violino di capra essiccato, formaggio Zincarlin, torta di pane da leccarsi i baffi? Niente di tutto questo. Ma perché a Lugano e un po’ in tutto il Canton Ticino ci sono, nelle banche, tante cassette pronte ad ospitare le ricchezze di tanti milionari e miliardari italiani i quali vogliono fare fesso il loro Fisco e non pagare neppure un euro di tasse. Con il lasciapassare, tranquillamente, del Governo di oggi, ma anche di quelli di ieri. E domani? Domani, nella migliore delle ipotesi, domani chissà. Ammesso che, pur volendo finalmente abolire ogni lasciapassare, quel domani riesca a trovare ancora un milionario e un miliardario, in Italia, da tassare giustamente. Gli uffici anagrafici di Lugano e di un po’ tutto il Canton Ticino, comunque, stanno attrezzando sempre più e sempre meglio, per prudenza, gli sportelli che rilasciano i certificati di residenza agli stranieri. Soprattutto italiani.


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