Legge contro l’omofobia, tutto da rifare

Il testo presentato da Paola Concia è stato affossato con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astensioni. Scoppia il caso Binetti
A.M. - 14 Ottobre 2009

Il 13 ottobre è stato definitivamente bocciato il testo sull’omofobia presentato dalla deputata Paola Concia. La legge non ha, infatti, superato lo scoglio della pregiudiziale di costituzionalità, avanzata dall’Udc e sostenuta dai voti del Pdl (ad eccezione dei finiani), della Lega e dall’esponente del Pd Paola Binetti in controtendenza con il suo partito e con l’Italia dei Valori. L’affossamento della legge, con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astensioni, ha scatenato, immediatamente, le reazioni del mondo politico, civile e delle associazioni gay, deluse dalla mancata approvazione per la quale tanto si sono battute. Sembra un tutti contro tutti. Ma a fare scalpore è, soprattutto, la spaccatura interna al Pd.
Paola Binetti, la deputata del Pd che ha votato con il centrodestra il documento che affossa il provvedimento ha creato un vero e proprio caso all’interno dei Democratici. C’è l’ala di Franceschini che vuole le dimissioni della parlamentaree e quella di Bersani che preferisce mantenere un clima più pacato.

Intanto, piano piano, vengono fuori le posizioni di ciascun esponente politico. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato che avrebbe votato contro la legge nella quale "sono stati inseriti una serie di elementi legati non solo ad aggravanti per violenze reali ma anche per questioni di carattere morale e discriminatorie”, questioni che per il Sindaco "potrebbero aprire la porta a interpretazioni confuse”.

Immediata la reazione del consigliere comunale del Pd Dario Nanni alle parole di Alemanno: “Finalmente – dichiara Nanni – il Sindaco chiarisce da che parte sta, visto che sino ad oggi non aveva mai preso una posizione netta. Con queste sue dichiarazioni, inopportune e pericolose Alemanno dice in buona sostanza tutto il contrario di quanto ha provato a sostenere sino ad oggi, invero tra mille difficoltà e qualche contraddizione. Affermare di essere contro una legge che avrebbe garantito maggior sicurezza nei confronti della comunità gay, è l’esatto contrario di quello che dovrebbe sostenere il primo cittadino della nostra città, visto che Roma nell’ultimo anno, è diventata teatro di molteplici episodi d’intolleranza e di violenza omofobica".

A tornare sulla gravità della bocciatura è la consigliera comunale Maria Gemma Azuni di Sinistra e Libertà “In questo paese ci si riempie la bocca di parole, ma quando c’è da votare leggi concrete ci si tira indietro, così è successo ieri sera alla Camera sulla legge Concia. Questo paese si sta allontanando sempre di più dalla società civile e la nostra classe politica, ancora una volta, non si è dimostrata all’altezza del suo compito”.

“Affossare la legge sull’omofobia è stato un errore grave, soprattutto alla luce dei continui attacchi omofobici contro persone indifese a Roma e in altre città italiane. Sulla vicenda interviene, anche, Luisa Laurelli, consigliere regionale del Pd e firmataria della proposta di legge.
“Proprio perché credo sia necessario lanciare un segnale importante contro le violenze e le discriminazioni ho presentato alcuni emendamenti alla proposta di legge sul sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali finalizzati al sostegno e alla tutela delle vittime di omofobia e razzismo”. “Gli emendamenti – spiega Laurelli – vogliono prevenire e contrastare tutte le forme di intolleranza e di razzismo, contrastare e prevenire le cause psicologiche e sociali di esclusione. Colgo l’occasione inoltre per esprimere tutta la mia solidarietà alla comunità Lgbt italiana”.


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