“Legge stadi” Legambiente dice no!

Presentato un dossier contro la speculazione del cemento
di Davide Sperati - 24 Luglio 2012

Legambiente ha lanciato oggi 24 luglio l’allarme sul Disegno di Legge per la costruzione dei nuovi stadi di proprietà e insieme all’Istituto nazionale urbanistica e all’Ordine nazionale degli architetti, ha presentato, nel corso di una conferenza stampa, un dossier che racconta tutti i rischi e le conseguenze legati alla possibile approvazione del Disegno di Legge.

Ormai è chiaro che case e alberghi, centri commerciali e uffici non c’entrano assolutamente nulla con lo sport. Eppure la cosiddetta Legge Stadi, approvata alla Camera e ora ferma al Senato, darebbe agli speculatori uno straordinario strumento per costruire in aree non edificabili a Roma come in ogni comune italiano, prevedendo anche la costruzione di infrastrutture per attività residenziali, turistico-ricettive e commerciali.

Legambiente ha di recente analizzato le possibili aree della speculazione – quelle storicamente sul tavolo come la via Tiberina per la SS Lazio e quelle della Monachina e di Tor di Valle per la Roma, ma per quest’ultima l’elenco delle aree dove poter costruire il nuovo plesso sembrano essersi duplicate dopo la pubblicazione del bando della Cushman&Wakefield, (l’advisor che la Roma ha scelto per selezionare le ipotesi per la realizzazione del nuovo Stadio) come La Rustica, Casal Monastero, Tor Vergata, ma anche a Guidonia e Montecompatri.

Sulla vicenda è intervenuto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: “Basta guardare alle aree delle quali si parla a Roma per capire bene che gli stadi nascondono enormi speculazioni edilizie, la legge va fermata, non c’è alcun interesse pubblico che la giustifichi ma ci sono tanti interessi privati che la spingono. Stop all’insopportabile inciucio bipartisan! Tutte le aree individuate all’interno della Capitale per la costruzione dello stadio della Roma sono vietate dalla legge, ricadono nell’agro romano o dove il piano regolatore prevede tutt’altro, mentre in provincia sono vincolate dal piano paesistico. A Roma, peraltro, bisognerebbe anche chiedersi se serva davvero un nuovo stadio, l’Olimpico e il Flaminio sono due bellissimi monumenti usati a livello di massa.”
Al centro dell’attenzione nel dossier, anche gli impianti sportivi minori: “basterebbero, infatti, 4 mila posti a sedere per giustificare l’applicazione delle nuove norme. In tal senso – conclude Lorenzo Parlati, è estremamente pericolosa per esempio, l’offerta pervenuta da Marino per uno stadio di baseball, da realizzare nel comprensorio Divino Amore Area Negroni, una meravigliosa zona di ampliamento del Parco regionale dell’Appia Antica.

In conclusione, questo calcio anziché ripulirsi sembra sempre più lercio.


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