L’Emergenza Terremoto Abruzzo raccontata da una volontaria della Croce Rossa

La situazione di disagio dei paesi di Paganica e Bagno. Nei piccoli comuni, lontano dai grandi campi, occorre di tutto
di Francesca Romana Antonini - 17 Aprile 2009

1- La chiesa di Paganica dopo il terremoto. 2- Piazza della Concezione a Paganica con la sua chiesa immortalata da Google Street View prima del terremoto.

A scrivere alla redazione di Abitare a Roma, è una ragazza di 28 anni, una volontaria della Croce Rossa Italiana in attesa di essere chiamata per dare il cambio ad altri volontari per l’emergenza "Terremoto Abruzzo". Ci scrive per poter raccontare la sua esperienza diretta vissuta lunedì 13 aprile quando con altri volontari si è recata spontaneamente nei paesi di Paganica e di Bagno.
Di seguito il suo racconto. 

Tutti guardano la televisione e sono tranquillizzati da quello che viene riportato riguardo i grandi campi della Croce Rossa e Misericordia allestiti vicino i paesi abruzzesi rasi al suolo.
La gente da casa viene invitata a non partire in maniera privata ed autonoma perché il grande lavoro dei volontari come istituzione è ben organizzato.

Questo è vero… ma purtroppo lo è solo riguardo ai grandi campi.

In tutti i paesi limitrofi purtroppo la situazione non è la stessa ed è molto tragica. Le persone che avevano una casa in questi paesini si sentono abbandonate a loro stesse.

La chiesa di Paganica fotografata da Google Street viewAbbiamo trovato piccoli agglomerati di tende fornite dalla Protezione Civile e posizionati dentro dei campetti di calcio dove era stata solamente allacciata la luce. In questi luoghi non arriva tutto il materiale che sovrabbonda nei grandi campi di raccolta. Le docce li non ci sono e non hanno la possibilità di cambiarsi, di lavarsi, di lavare i panni che sono gli unici che hanno addosso. Hanno bisogno di coperte (la notte si gela), di bacinelle e detersivi, di indumenti intimi e tanto altro.

Sono soli psicologicamente, stanno soffrendo a causa di questo abbandono ma, nonostante tutto, continuano a sorridere e ad essere accoglienti e gioiosi.

Io come privata sono partita con alcune persone con le macchine cariche di beni di prima necessità, ma non basta a coprire tutto il territorio.

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C’è addirittura una coppia a Paganica che ha una bambina di 40 giorni.
Questa coppia per poter proteggere la propria bambina ha dovuto affittare un camper ed appena le persone venivano a sapere a cosa servisse il camper (cioè per il dopo terremoto) rispondevano che era già stato affittato.

L’unico che sono riusciti ad acquistare gli costa ben 120 euro al giorno più 5mila euro di caparra.
Non male per delle persone che hanno appena perso qualsiasi cosa.

C’è gente che non ha più nulla, dalla casa a qualsiasi bene di prima necessità.

Durante la mia permanenza le persone sfollate nei campi mi hanno raccontato che per giorni non hanno potuto asciugarsi con un minimo di asciugamano ma solo con la carta, hanno dovuto lavare le forchette di plastica per utilizzarle di nuovo, hanno messo degli assorbenti intimi sopra le mutande perchè non avevano altra biancheria.

Questa è la tragica situazione di tutti quelli che sono fuori del meraviglioso campo della Croce Rossa e che si trovano con le tende nei piccoli campetti da calcio dei paesini o davanti la loro casa distrutta.
Sono persone psicologicamente confuse.

Alcuni vecchietti che avevano la possibilità di venire a Roma perché hanno dei parenti, sono voluti tornare nelle tende della loro città quando hanno sentito delle scosse anche qui.

I miei colleghi ed io abbiamo formato un gruppo ed in mancanza di un coordinamento da parte della CRI, siamo pronti ad andare in forma privata (periodicamente circa ogni due o tre settimane) a portare tutto quello che vorrete fornire per aiutare queste persone.

Di seguito, la lista del materiale necessario:

– bacinelle
– detersivi
– intimo uomo – donna – bambino (nuovi)
– calzini e calze (nuovi o usati purché sani e puliti)
– canottiere (nuove o usate purchè sane e pulite)
– adesivi per le dentiere
– vestiti (usati vanno benissimo purché sani e puliti)
– scarpe (usate vanno benissimo purché sane e pulite)
– posate (anche non di plastica)
– asciugamani (nuovi o usati purché sani e puliti)
– lamette e schiuma da barba
– riviste, carte da gioco, libri, strumenti per cucire e lavorare a maglia, per disegnare (per non pensare sempre e solo al terremoto)
– spazzole e pettini
– dentifricio e spazzolini
– bagnoschiuma, shampoo e balsamo
– occorrente da toletta
– assorbenti e pannolini

Oltre a questi beni, hanno anche il bisogno di non pensare tutti i giorni alla loro condizione, hanno bisogno di qualcosa che li possa distrarre, perchè vivere in quelle condizioni ogni giorno per mesi ti fa impazzire soprattutto se parli solo di quello e non hai niente che possa fartelo dimenticare.
Per questo sono importanti anche: riviste, carte da gioco, libri, strumenti per cucire e lavorare a maglia e per disegnare (per non pensare sempre e solo al terremoto).

Ricordate di non dimenticarvi mai di loro nei mesi avvenire: hanno bisogno di noi oggi, domani e ancora domani… continuiamo ad aiutarli sperando in interventi statali che possano riportarli ad una vita civile.

Il numero di telefono da contattare per le donazioni è 3478586461.

Le foto dei paesi prima del terremoto su Google Street view
Le immagini di Cansatessa, San Giuliano, L’Aquila, Malepasso, Palombara, Tempera, Paganica, Bazzano e il tratto della Roma L’Aquila attorno al capoluogo


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