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L’estremo saluto a Luigino Proietti dal suo quartiere

Il 22 aprile 2023, nella affollatissima chiesa di Dio Padre Misericordioso a Tor Tre Teste. La testimonianza del figlio Roberto

Ieri, 22 aprile 2023, ho partecipato al funerale di Luigino Proietti nella affollatissima chiesa di Dio Padre Misericordioso A Tor Tre Teste, una chiesa che a lui, come a me, piaceva molto perché spinge chi la frequenta ad alzare gli occhi al cielo che in alto traspare. E è stato così anche ieri, ancor più, con un cielo sereno e luminoso, in un incontro in cui mi sono specchiato nel volto assai invecchiato di alcuni amici (molti altri purtroppo ci hanno lasciato).

Ho partecipato alla funzione, ricordando episodi vissuti insieme, a Tor Tre Teste e soprattutto a Gerano di cui era un genius loci, appassionato del dialetto nativo e delle tradizioni locali.  Mentre si susseguivano le parole della liturgia, quelle dell’omelia e delle testimonianze sono rimasto particolarmente colpito dalle parole del figlio Roberto Proietti che con la mamma Marina (un’amica forte, dolcissima, straordinaria), il fratello Stefano, i nipoti hanno ricevuto ieri un tributo di amore e di affetto dalle tante persone del quartiere e non solo che hanno avuto la fortuna di incontrare nella loro vita Luigino.

Ho chiesto a Roberto di farmi avere la sua testimonianza perché sinteticamente ed icasticamente ci fa conoscere la vera essenza di papà Luigino (e, lo confesso, come padre piacerebbe tanto che mio figlio mi descrivesse con tanta sincerità e affetto in quel giorno che sento avvicinarsi ad ogni funerale di miei coetanei).

Ecco cosa ha detto Roberto ieri

«Perdonami papà, ma oggi devo disobbedirti di nuovo. A te non sono mai piaciuti questi discorsi post funerale, anzi dichiaravi pubblicamente che non li avresti mai voluti sentire nel tuo caso. Ma stai tranquillo, non voglio farti un elogio, voglio solo semplicemente ricordare a tutti, soprattutto ai più giovani e i più piccoli, chi eri davvero.

Quanti scontri abbiamo avuto, fattelo dire con il cuore, non avevi un carattere facile. Quante volte ho pensato, ma se questi modi non li sopporto io che sono il figlio, figuriamoci gli altri.

Questi modi di fare così antipatici però nascondevano la volontà che tu avevi di aiutare il prossimo, ma soprattutto nascondevano il tuo cuore. In questi ultimi anni della tua vita sei riuscito a donarcelo, hai avuto il coraggio di metterti completamente a nudo lasciandoti amare per come eri

Già chi eri? Papà tu sei stata una persona che ha lottato concretamente contro le ingiustizie, i soprusi, il malaffare, la corruzione, l’omertà.

Ti sei battuto fino all’ultimo per la pace e per gli interessi della tua Famiglia, della tua azienda, e per gli interessi e per i diritti del popolo di Gerano dove sei nato e dove non vedevi l’ora di tornare per stare tra i tuoi boschi, trai tuoi noci e i tuoi castagni.

Hai sempre creduto nella tua vita, che un’altra economia è possibile; un’economia legata non solo al profitto e all’individualità, ma che guarda al bene comune, alla collettività e alla felicità, non sempre misurabile da quel falso idolo della nostra era che è il denaro.

Sei stato un indomito viaggiatore, pronto a partire per conoscere e per esplorare il mondo, con quella curiosità sconfinata di un bambino che ti contraddistingueva. Non vedevi l’ora di arrivare a Marrakech, dove tuo padre era stato in guerra, e sei partito con la tua donna amata e gli amici di una vita, anzi che dico amici, i fratelli di una vita, quelli che non hai mai avuto. Ed è stato il viaggio più bello, la tua Pasqua, il passaggio che porta oltre, quello all’incontro con Dio.

Poche ore prima di morire, mentre i tuoi piedi calpestavano le dune del deserto, scrivevi “Un mucchio di sabbia può far sentire il calore di un amore” ed è vero perché papà nella vita, se vai a stringere, SOLO L’AMORE CONTA, SOLO L’AMORE CREA! Mi manchi!!»


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