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Lettera aperta di Frontoni sul centro civico in via del Pigneto

"Per una volta un programma di valorizzazione immobiliare, come quello della Serono, viene attuato cominciando con la consegna dell’opera pubblica data in compensazione"

L’assessore municipale del VI Piero Frontoni ha inviato ai cittadini del quartiere una lettera aperta  sul Centro civico in via del Pigneto 22.

Ecco il testo:

"Tra qualche mese, forse anche prima dell’estate, sarà consegnato all’amministrazione comunale e quindi al Municipio 6, una nuova, bella e prestigiosa sede, quella del centro civico di Via del Pigneto, 22, al centro dell’attuale isola pedonale.

Molti di voi già conoscono la struttura, siamo riusciti a farla aprire, in via del tutto straordinaria, a fine ottobre, per presentare i progetti di trasformazione del deposito ATAC di Porta Maggiore.

Per una volta un programma di valorizzazione immobiliare, come quello della Serono, viene attuato cominciando con la consegna dell’opera pubblica data in compensazione.

In genere questo avviene per ultimo, in certi casi nemmeno avviene, spessissimo la qualità è scadente.

Gli esempi, anche nel nostro Municipio, purtroppo, non mancano. Questa volta però sarà diverso. Merito, una volta tanto, degli amministratori che, nel tempo, hanno seguito tutti i passaggi. Merito della società Condotte Immobiliari che sta rispettando gli impegni assunti da Serono. Merito soprattutto di un processo di partecipazione che ha coinvolto istituzioni locali e territorio, dalle associazioni di quartiere ai singoli cittadini.

L’accordo di programma sulla Serono, recepito nel Contratto di Quartiere Pigneto è un esempio di processo partecipativo che, opportunamente allargato e regolamentato, deve poterci guidare per i prossimi interventi urbanistici nel quartiere, a cominciare dalla trasformazione del deposito ATAC di Porta Maggiore.

Tornando al Centro Civico, sono convinto che il metodo della partecipazione deve potersi estendere anche alla scelta su come utilizzare quegli spazi recuperati, sapendo però che la discussione non parte da zero, ma da quanto fino ad oggi è stato elaborato, discusso e deciso.

Un gruppo di cittadini si sta adoperando con una raccolta di firme per collocare negli spazi del Centro Civico la Biblioteca comunale che ha la sua attuale sede in Via Mori.

Va prima di tutto dato atto a queste persone del carattere meritorio dell’iniziativa. La ricollocazione della Biblioteca del Pigneto in luogo più sicuro, ampio e dignitoso dell’attuale dovrà costituire uno degli obiettivi prioritari del programma della prossima giunta municipale, come lo è stato per quale l’attuale, pur non avendolo, nei diciotto mesi in cui è durata, portato a compimento.

Tuttavia, a me sembra che quella non possa essere considerata la soluzione migliore. Gli spazi, non sono così ampi come si converrebbe a una “Biblioteca – centro culturale”, ne’ la loro disposizione, (tante piccole stanze una dentro l’altra), sembrerebbe quella più idonea e funzionale.

Insomma, a me sembra che il Centro Civico, per come è fatto, non potrebbe dare una vera soluzione alla ricerca di nuovi spazi per la Biblioteca di Via Mori.

La soluzione che in Giunta stavamo valutando, di inserirla nell’edificio della Scuola Elementare Giulio Cesare, prevedeva spazi per oltre 1.000 mq. Il centro civico arriva a contarne si e no la metà.

Oltre tutto questo significherebbe tornare indietro su scelte già effettuate e largamente condivise.

Infatti, il Contratto di Quartiere del Pigneto (molto materiale lo si puo’ trovare sul sito pigneto.it – http://www.pigneto.it/news.asp?id=101), stabilì a suo tempo, attraversando una discussione durata alcuni mesi all’interno dei forum locali, che una parte del Centro (l’ala sinistra) fosse destinata ad accogliere un “piazza telematica”, sul modello di altre esperienze europee ma anche italiane. A Roma se n’è aperta una recentemente a Garbatella, nell’XI Municipio.

Per questo intervento la Regione Lazio ha già stanziato 90.000 € e il XIX Dipartimento del Comune di Roma è in procinto di pubblicare un bando pubblico per l’affidamento del servizio.

Condivido però, fino in fondo, lo spirito della proposta. Quel luogo, qualunque cosa si voglia fare, dovrà costituire, nei fatti, una nuova piazza dentro l’isola pedonale. Un posto che appartenga a tutti, dove si possa stare, conoscere e conoscersi, informare ed informarsi, discutere, fare cultura e godere delle iniziative, partecipare alla vita politica e sociale della comunità. Per capirsi, dev’essere un luogo dove, di regola, si accede senza pagare il biglietto o mostrare una tessera.

Mi convince maggiormente la proposta di fare, accanto alla Piazza Telematica, la Casa del Municipio e il Centro di Documentazione del territorio.

La proposta, di cui si è parlato in più di un’occasione, prende spunto da un’idea dell’arch. Carmelo Severino e si completa con la necessità di trovare una luogo nel Municipio dove rendere concretamente praticabile il Regolamento sulla partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbanistiche del territorio, recepito con delibera comunale 57/2006 ed inserito nel Nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, recentemente approvato.

In breve, un luogo che raccolga la memoria dei nostri quartieri attraverso la collezione, e la conservazione di pubblicazioni librarie, fotografie, video, mappe catastali e quanto altro possa documentare la vita sociale, politica, economica, urbanistica del territorio del sesto municipio, di ieri e di oggi.

Un luogo adatto a recuperare e riscoprire la storia e la memoria, ma che svolga anche la funzione di laboratorio urbanistico, dove pensare e progettare, amministrazione e cittadini insieme, i possibili futuri scenari dei nostri quartieri.

Un posto, infine, dove poter svolgere incontri, mostre, proiezioni, piccoli concerti (specie d’estate), riunioni per associazioni e comitati di quartiere. Dove poter consultare tutti i progetti urbanistici del territorio ed avere accesso agli atti di indirizzo generale dell’amministrazione municipale.

Una proposta questa che ben si collega alle attività e ai servizi della piazza telematica e che richiede da parte del Municipio un modesto investimento in termini di risorse umane ed economiche.

Questa è un’idea, quella della Biblioteca è un’altra, altre ancora potranno arrivare da cittadini, associazioni, comitati e da chiunque avrà a cuore il futuro di questo bellissimo posto.

Ci si dovrà confrontare e alla fine scegliere. L’amministrazione municipale che uscirà dalle elezione del 13 e 14 aprile dovrà comunque assumere l’impegno di proseguire il lavoro cominciato con il Contratto di quartiere, continuando ad utilizzare il metodo della partecipazione dei cittadini nel determinare le scelte future. Sarà compito di tutti coloro che condividono questa modalità pretendere che lo faccia".

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