Lettera aperta di Legambiente alla Sindaca di Roma e delle città del Lazio

L'associazione ambientalista: "Per ripartire c’è bisogno di una coraggiosa svolta green"
Redazione - 15 Aprile 2020

Legambiente ha inviato una lettera alla Sindaca di Roma e delle città del Lazio il cui tema di fondo è che “per ripartire c’è bisogno di una svolta green coraggiosa, in grado di garantire sicurezza sanitaria, mobilità sostenibile e riduzione dell’inquinamento”

Le 5 misure di Legambiente per ripensare la mobilità post COVID 19 sono:
– Sicuri sui mezzi pubblici
– Più persone in bici e percorsi ciclabili nuovi
– Rafforzare sharing mobility, ZTL e Strisce blu
– Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile
– Smart working e nuovi piani per una distribuzione green delle merci

Tutte le misure, secondo Legambiente, sono attuabili in pochi mesi, con risorse contenute e alcune già disponibili grazie a provvedimenti già contenuti in Leggi di Stato e Regione.

Fresco Market
Fresco Market

“A Roma e nelle città del Lazio, servono risposte e soluzioni eccezionali – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – perché per ripartire c’è bisogno di una svolta green coraggiosa, e in grado di garantire sicurezza sanitaria, mobilità sostenibile e riduzione dell’inquinamento; sarà fondamentale avere idee chiare e progetti semplici quando le città ripartiranno, perché il dopo non sia più come il prima. A Roma in particolare, c’è bisogno di mezzi pubblici efficaci e sicuri, più ciclabili e sharing mobility, la messa in rete dei parchi per spostamenti non solo ludici ma casa-scuola-lavoro, maggiori possibilità di lavoro agile; inoltre nella capitale è fondamentale potenziare le ZTL e le strisce blu per i parcheggi ma anche realizzare un piano ambientalmente sostenibile per la distribuzione delle merci, a partire dal centro, deve essere legato a una rete di vetture ecologiche e realizzato in orari di basso impatto per la cittadinanza”.

Nel pacchetto: mezzi pubblici più sicuri attraverso monitoraggi, controlli e tornelli per contingentare gli ingressi e garantire le distanze di sicurezza, e prevedendo più risorse per realizzare tutto ciò; più bici e nuove ciclabili nelle aree urbane; il rafforzamento della sharing mobility grazie ad accordi con le imprese per avere più mezzi in città e diffuse nei quartieri, a costi contenuti, ma anche il rafforzamento delle ZTL e delle Strisce Blu; sostegno ai cittadini nel rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile e i bonus green; incentivare lo smart working e una distribuzione green delle merci ecosostenibile.

“Per superare l’emergenza coronavirus e per far ripartire le città italiane servono risposte e soluzioni eccezionali. Per questo, cari Sindaci, non vi limitate all’ordinario, non restituiteci le vecchie città. Il vostro mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare lo straordinario. Insieme ce la possiamo fare”. Inizia così la lettera che Legambiente ha inviato ai sindaci di tutte le città italiane. “Le nostre città – Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – possono essere un fantastico banco di prova per dimostrare che si può cambiare il mondo in meglio, sperimentando le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. Occorre intervenire subito su quelle misure che hanno una valenza sanitaria e ambientale e che possono dare delle risposte alle regole imposte dal Covid19. Con queste 5 misure che proponiamo oggi ai sindaci, milioni di lavoratori, studenti e famiglie potranno muoversi da subito in maggiore sicurezza e libertà contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra. Per far ciò è indispensabile un impegno da parte di tutti, cittadini, sindaci, società di trasporto e governo, consapevoli che il Paese oltre ad un decreto Cura Italia, ha bisogno anche di provvedimenti che mettano al centro le città e i comuni perché è da qui che bisogna prima di tutto ripartire”.

 

Legambiente più in dettaglio propone:

1. Sicuri sui mezzi pubblici.  Molte persone avranno paura a prendere bus e treni, tram e metro per timore del contagio. Per questo man mano che le città ricominceranno a muoversi, si dovranno programmare con attenzione le corse, garantire le distanze di sicurezza, bisognerà ripensare anche gli orari della città per evitare congestione e traffico nelle ore di punta. Sarà fondamentale un continuo e attento monitoraggio, sia dei mezzi che delle stazioni, dove si dovranno introdurre controlli e tornelli per contingentare gli ingressi oltre a garantire una quotidiana sanificazione. In Spagna il governo ha stabilito l’obbligo di mascherine sui mezzi pubblici e ha garantito la distribuzione di oltre 10 milioni nelle stazioni principali. Per fare tutto questo ci vogliono risorse. In parte il governo ha risposto, ma è evidente che non basta perché le aziende pubbliche hanno bisogno di investimenti e già soffrono per la riduzione di introiti da biglietti dovuta a questi mesi di stop.

2. Più persone in bici e percorsi ciclabili nuovi. La bici è il mezzo che permette il migliore distanziamento: per cui è ora il momento di realizzare percorsi ciclabili temporanei (con segnaletica orizzontale e verticale) lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate, riservando lo spazio per poi dotarli di protezioni e passaggi esclusivi mirando a trasformarli nei mesi successivi in vere ciclabili. È la soluzione che stanno praticando già diverse città del mondo: da Montpellier con una striscia di vernice e cordoli di protezione con conetti provvisori, a Berlino allargando le piste ciclabili con nuove strisce laterali. Stesse misure decise a Bogotà, a Vancouver, New York, Boston e Parigi. In Nuova Zelanda il Governo ha deciso di finanziare queste misure da parte dei Comuni. Questi interventi sono a costo quasi zero e le risorse per realizzare vere ciclabili ci sono: nella Legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 150 milioni di Euro per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani. Cosa aspetta il Ministero delle Infrastrutture a emanare il Decreto che fissa i criteri per l’erogazione dei fondi? Intanto però i Comuni si possono preparare, in modo da avere progetti seri da candidare e un piano da cui “si evinca la volontà di procedere allo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana”, come sottolinea la Legge, in modo che nel 2021 possano partire i cantieri. E che si tratti di reti ciclabili fatte bene, magari copiando il format della Bicipolitana di Pesaro e replicandolo ovunque. E inoltre si deve prevedere la messa in rete dei parchi romani e laziali, per spostamenti giornalieri casa-scuola-lavoro e non solo ludici, attraverso sentieristica e percorsi ciclo pedonali nel verde.

3 Rafforzare la sharing mobility. Le più efficienti alternative all’auto privata in città, per chi non vorrà prendere i mezzi pubblici, dovranno diventare tutti i mezzi in sharing: auto (meglio elettriche), bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini. I Comuni dovranno stringere accordi con le imprese per avere più mezzi e in più quartieri, a costi molto più contenuti. Serviranno risorse, ma il servizio potrà avere grande successo e in parte ripagarsi. In ogni caso saranno soldi ben spesi quelli per potenziare il servizio (con controllo, sanificazione e ridistribuzione dei mezzi nelle diverse ore e luoghi della città) perché avremo offerto mobilità sostenibile a buon mercato a milioni di cittadini. Insieme a tutto ciò i Comuni dovranno rafforzare le ZTL Zone a Traffico Limitato, ampliandone i perimetri e gli orari di accensione dei varchi, così come la rete di Strisce Blu per i parcheggi.

4 Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile. Qui i Sindaci devono farsi sentire, perché le risorse ci sono! Cosa aspetta il Ministero dell’Ambiente a mettere a disposizione i fondi per “Programma Buoni di mobilità” previsti dal decreto Clima approvato a dicembre scorso? Sono previsti 75 milioni per il 2020 e 180 milioni di euro per le annualità successive. Si tratta di 1.500 euro alle famiglie che rottamano una vecchia auto che non può più circolare (Euro3 o più inquinante) oppure 500 euro per un vecchio ciclomotore, per acquistare abbonamenti, e-bike e sharing mobility. Si potrebbe così subito dimezzare la spesa media per i trasporti per 250 mila famiglie italiane (3.500 euro all’anno secondo l’Istat).

5. Più smart working e distribuzione green delle merci. Ai Sindaci Legambiente chiede di spingere sul lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e aiutare tutte le attività che scelgono di andare in questa direzione. Serviranno risorse, ma soprattutto idee nuove e andrà coinvolto il Governo, ma esistono tutte le possibilità per premiare con vantaggi fiscali sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working e mobility management di comunità. Ad esempio i vantaggi fiscali di cui oggi beneficiano le auto aziendali possono essere estesi anche a mezzi e investimenti organizzativi per il lavoro a distanza, ai mezzi pubblici, alla condivisione e alla mobilità elettrica o muscolare in tutte le sue forme. I Sindaci poi possono e devono costruire piani ambientalmente sostenibile per la distribuzione green delle merci, a partire dal centro città, che deve essere legato a una rete di vetture ecologiche e realizzato in orari di basso impatto per la cittadinanza.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti