Laboratorio Analisi Lepetit

L’ex Centro Carni ceduto dal Comune all’Ama per sanare il deficit

Marroni (Pd): subordinare vendita Centro carni alla riqualificazione del territorio. Gli interventi di Rossin (Pdl) e Mastrantonio (Presidente del VII municipio)
Enzo Luciani - 9 Ottobre 2009

Il Consiglio comunale ha approvato l’8 ottobre una delibera (28 voti a favore e 14 contrari, dopo un vivace dibattito durato due giorni) con la quale l’ex Centro Carni di via Palmiro Togliatti (25 ettari di proprietà comunale) sarà ceduto a titolo gratuito all’Ama perché, vendendolo, possa risanare il suo debito.

L’area, originariamente destinata a servizi, con variazione di destinazione d’uso è divenuta per larga parte area destinata  per il 43% ad edilizia residenziale, con in più un 23% "flessibile" che potrebbe contenere nuovve edificazioni.

”Mentre a Roma si susseguono le denunce di una città sempre più nel degrado, da parte di cittadini e della stampa locale, l’amministrazione Alemanno fa l’ennesimo regalo all’Ama approvando in Consiglio Comunale la delibera di conferimento del complesso ‘Centro Carni”’. Lo ha affermato l’8 ottobre 2009 Umberto Marroni, capogruppo del Pd di Roma.

”Una delibera sbagliata nel merito e nel principio – ha detto – i cui danni saranno arginati grazie all’approvazione di una mozione proposta dal Pd, durante la discussione in Consiglio Comunale, nella quale si chiede alla giunta Alemanno di subordinare la vendita a terzi del complesso, da parte di Ama spa, alla valorizzazione e al rispetto delle esigenze di riqualificazione del territorio”.

”Nel frattempo – ha concluso – il Pd presenterà nelle prossime ore un’interrogazione urgente perché venga portato in aula il Piano Industriale dell’Ama, del quale da mesi chiediamo di conoscere il contenuto, e perché l’azienda illustri al Consiglio Comunale e alla Città le modalità d’intervento per la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti, e come intenda estinguere il debito accumulato”.

Dario Rossin del Pdl ha così replicato: "Era la misura più efficace per garantire certezze ai lavoratori dell’Ama e proseguire nel risanamento dell’Azienda".

Infine il presidente del VII Roberto Mastrantonio ha protestato: "Il Comune se ne è infischiato dei nostri dubbi e perplessità. Se quell’area fosse rimasta al Comune la vendita avrebbe garantito la realizzazione di servizi pubblici e avrebbe fatto incassare al Campidoglio e anche al VII municipio una cifra importante. Invece passando ad una grande società per azioni si rischia una enorme speculazione".


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