Lezioni di storia. Il mondo a Roma

Dal 18 al 20 settembre sei lezioni di storia sulla città eterna
di Rossella Puleo - 5 Settembre 2009

Il 18, 19 e 20 settembre in piazza del Campidoglio, con ingresso gratuito, si potrà assistere alla terza edizione di “Lezioni di storia”: sei conferenze tenute da nomi illustri della cultura italiana che quest’anno scelgono come filo conduttore proprio la città di Roma.

“Il mondo a Roma” è il tema di questa terza edizione delle “Lezioni” ideate dagli editori Laterza e realizzate insieme al Comune di Roma.

Le lezioni di storia, due ogni sera, avranno inizio alle 21 con ingresso libero, e saranno tenute da personalità importanti del mondo della cultura: il professor Andrea Giardina, che parlerà della capacità della Roma antica di integrare i vinti ed elargire i diritti di cittadinanza; il poeta e saggista Valerio Magrelli, che ripercorrerà i grand tour nella capitale degli scrittori europei dal settecento ad oggi; il giornalista esperto di geo-politica Lucio Caracciolo che, nella veste di tifoso romanista, racconterà le gesta della Roma di Liedholm e Falcao. Gli altri relatori saranno Chiara Frugoni, Antonio Pinelli e Alberto Melloni e le lectio magistralis saranno introdotte dalla scrittrice e giornalista Igiaba Scego.

Al centro del discorso ancora una volta trova spazio la città di Roma, nei secoli crocevia di scambi internazionali e palcoscenico millenario di incontri da culture diverse. Dalla antica Roma, caput mundi grazie alla sua forza militare, ma anche capitale del mondo capace di integrare i vinti e di elargire i diritti di cittadinanza, alla Roma dei pellegrinaggi medievali in cui le tracce dell’antica potenza fanno da sfondo a meravigliose cerimonie religiose. Dalla Roma del Grand tour, meta di letterati ed artisti a quella del Concilio Vaticano II, un grande laboratorio di confronto della chiesa con il mondo contemporaneo. E per finire la Roma di Liedholm e Falcao. Espressione di un calcio che è riuscito a proporre, forse per l’ultima volta, un modello pedagogico mobilitando centinaia di migliaia di romani. Una radice civile e una lezione sportiva, culturale ed esistenziale cui possiamo tuttora attingere per costruire una Roma migliore. Come squadra e come città.


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