L’importanza di chiamarsi Pippo – Dimissioni – Lo schiaffo del Coni al Governo – Se lo dice l’avvocato La Rosa…

I Fatti e i Misfatti di ottobre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 1 Ottobre 2011

L’importanza di chiamarsi Pippo

"Tre giorni di analisi e di accertamenti nell’ospedale Sant’Andrea di Roma – si sono rallegrati giornali e tv – e Pippo Baudo, dichiarato in ottime condizioni di salute, è stato dimesso".

Nell’unirsi naturalmente tutti ai più sinceri rallegramenti, molti i quali stanno aspettando un ricovero da mesi o i quali, una volta ricoverati, stanno aspettando analisi e accertamenti anche da settimane non hanno potuto tuttavia trattenere un che di invidia: "Come piacerebbe anche a noi – hanno sospirato – chiamarci di nome Pippo e di cognome Baudo".

Dimissioni
"A 75 anni i vescovi danno le dimissioni – è apparso sul "tweet" di "Popoli", mensile internazionale dei Gesuiti – e il Presidente del Consiglio?"

Il Presidente del Consiglio Berlusconi non dà le dimissioni a 75 anni – la si pensi come la si pensi – perché eletto democraticamente dalla maggioranza del popolo italiano. Così come non dà le dimissioni Papa Benedetto XVI a 84 anni – la si pensi come la si pensi – perché eletto in Concistoro dalla maggioranza dei cardinali.

Lo schiaffo del Coni al Governo

"Poiché il momento è sempre più economicamente preoccupante, taglieremo le Province".

Lo ha deciso, finalmente, il Governo? No. Lo ha deciso il Coni (il massimo organismo sportivo) il quale sta velocemente organizzando l’eliminazione di tutti i suoi comitati provinciali, compresi quelli di Roma e di Milano, trasferendo le loro attività alle sedi regionali. Un sonoro schiaffo, non soltanto morale, ai tanti Calderoli "filoprovince" e ai tanti Berlusconi più pavidi di un coniglio.

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Se lo dice l’avvocato Larosa…

"Le notizie che riguardano le indagini processuali dovrebbero rimanere segrete e non pubblicabili fino al dibattimento… Bisogna pur trovare una misura che contrasti la divulgazione delle intercettazioni, divulgazione nociva alla giustizia se queste intercettazioni sono rilevanti e al privato cittadino se processualmente irrilevanti… Anche il magistrato che sbaglia grossolanamente deve essere chiamato, così come ogni altro soggetto professionale, a rispondere in prima persona degli errori e dei danni causati…"

Tutto profondamente giusto. Soprattutto serio. A far perlomeno sorridere, però, è che quelle frasi sono state pronunciate, in una intervista rilasciata a "Il Giornale", dall’avvocato Bruno Larosa. Il quale è un avvocato né da poco né berlusconiano, ma è il difensore di Henry John Woodcock. Di quel magisrato, cioè, che sembra avere dato più di una testimonianza, fino ad oggi, di strafregarsi di quanto pensa – e sicuramente gli avrà più volte sussurrato all’orecchio – il suo difensore di fiducia. 


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