L’insuperabile bassezza qualitativa di certi cosiddetti “governatori” regionali

Aldo Pirone - 2 Novembre 2020

La seconda ondata del Covid 19 sta facendo emergere, tra tante inadeguatezze, alcune vergognose, della nostra classe politica, quella particolarmente miserrima dei governatori delle Regioni. Alcuni di costoro hanno vinto da poco le elezioni facendosi passare per quello che non sono: avveduti amministratori.

Se le elezioni regionali si fossero svolte qualche settimana dopo, certi guasconi come De Luca in Campania o contaballe come Toti in Liguria e, in parte anche Zaia nel Veneto, non avrebbero conseguito i risultati che si son visti. In generale, quelli di centrodestra e anche qualcuno di centrosinistra, sono dei pusillanimi che non hanno fatto quasi nulla per attrezzare i loro territori alla “seconda ondata”, preferendo esibire durante l’estate meriti non loro per l’abbassamento della curva epidemica. Mentre hanno paura di inimicarsi ogni interesse particolare, dai baristi ai ristoratori, dai gestori delle discoteche e quelli delle palestre e delle sale giochi.

Ora che la curva risale non vogliono assumersi alcuna responsabilità; cercano solo, insieme a qualche sindaco più sensibile ai commercianti che non ai morti della propria città, di scaricare le decisioni più ostiche sul governo che, da parte sua, dovrebbe avere meno timidezze ed essere più determinato contro la cialtroneria dentro (Renzi) e fuori (Salvini, Meloni) di sé.

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Esempio insuperabile della bassezza qualitativa della maggioranza dei cosiddetti “governatori” regionali che tutto fanno, meno che governare, è Giovanni Toti. Questo signore ieri ha twittato: “Solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”. Scrivere, e sottolineo SCRIVERE, cioè affermare in modo meditato, di anziani “non indispensabili allo sforzo produttivo” ha l’inconfondibile puzza di fogna del nazismo che, com’è noto, non sopportava, insieme agli ebrei, i malati di mente, gli handicappati e tutti coloro che non fossero sani e produttivi. Dopo, come al solito, questo bamboccione ha chiesto scusa, cercando di giustificare la cosa come uno sbaglio dovuto a “un errore del social media manager” che ha tagliato malamente un ragionamento più ampio. Poi, è tornato a rivelare la sua intima miseria parlando di “pandemia emotiva” come se i morti crescenti negli ospedali genovesi e liguri fossero causati da improvvise emozioni.

Non solo miserrimo ma anche miserabile.

 

Aldo Pirone


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