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‘L’Italia cantata dal basso’ di Pietro Orsatti

Presentazione-aperitivo e performance alla Libreria "Il Mattone" in via Bresadola a Centocelle
Enzo Luciani - 20 Settembre 2011

L’Italia cantata dal basso. Finestre sbieche sul belpaese di Pietro Orsatti sarà presentato (con aperitivo gentilmente offerto dagli organizzatori) presso Libreria "Il Mattone" via Bresadola, 12/14 a Roma (zona Centocelle) alle ore 20.30 di mercoledì 21 settembre 2011

Il libro di Pietro Orsatti (pp. 144, 2011 – Coppola Editore – si avvale di una prefazione di Riccardo Orioles, di un’Introduzione di Francesco Saverio Alessio e di una postfazione di Salvo Vitale.

Interverranno:

Pietro Orsatti (pessimismo e cavatappi)
Sebastiano Gulisano (maestro di cerimonia)
Sonia Ferrarotti (voce narrante)
Bianca “La Jorona” Giovannini (Canto e disincanto)
Stefano Vigilante (romanacci sua)

Nonostante il ginocchio fragile dell’autore, parente artigianale di quei narratori che ormai nessuno ricorda più, questi si è voluto circondare di voci, amici e contaminazioni. Per non specchiarsi da solo negli occhi dei suoi lettori e nelle pagine del suo lavoro. Per mettersi in gioco fuori dal proprio ruolo di "uno che scrive".
Questo libro è nato da tanti incontri fra persone e situazioni, ruoli e lavori. Una sorta di coro dal basso. E così sarà questa presentazione performance in cui giornalismo, inchiesta, reportage, letteratura si incontrano con il teatro, la musica, la voce. Non si parlerà solo di questo libro, ma anche di altri già scritti o appena pensati, di canzoni e messe in scena. Un coro appunto. Tanti modi di narrare. Per poter ritrovare quel senso di collettività e di speranze comuni che ogni giorno la vita sembra volerci strappare. Persone. Un bicchiere di vino. E storie da ascoltare e da raccontare. Senza relatori, palchi e ruoli. Ognuno con pezzetto di quello che è.

Racconti, appunti, pezzi di inchieste e reportage. Come pagine di un diario. Per raccontare, attraverso finestre sbieche, il Belpaese. Quest’Italia che non festeggia. Storie di lavoro e di mafie, di mestiere di narratori e di viaggiatori senza meta. Un itinerario contorto che attraversa porti, fabbriche, città, bordelli, terremoti e sogni. Da Palermo a Genova per poi arrivare a Trieste, Roma, Reggio Calabria e Casal Di Principe. Un po’ racconto giornalistico, un po’ racconto e basta. La cronaca disordinata dell’Italia nella fase di massima berlusconizzazione del Paese. Con una particolare attenzione al progressivo svuotamento di valori e qualità del sistema informativo italiano.


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