Lo Stelvio egli spicci

GiProietti - 23 Ottobre 2020

Se siete appassionati di ciclismo, come me, capite che cosa significhi assistere ad una maratona televisiva di tre ore sulla terzultima tappa del Giro, ma di fatto la piu’ importante e decisiva per la vittoria finale a Milano. E poi le riprese eccezionali di una squadra di tecnici tv (questo si’!) preparartissimi e tra i più preparati in Europa!

Ieri pomeriggio dovevo essere visitato presso un Ospedale romano vanto della Medicina Italiana, ho interrotto la visione della tappa a casa, ho raggiunto velocemente il reparto che mi avrebbe ospitato, sono riuscito a farmi visitare nel modo migliore ma velocemente e sono corso verso il parcheggio, perché erano le 15.35 e potevo ancora farcela a godermi l’ultima scalata verso la Cima Coppi. Non vedevo l’ora…

Mi accingevo a pagare il parcheggio, quando ho scoperto che la macchina automatica non accettava né una banconota da 50 €, né la carta di credito. Ho chiesto disperato a chi era in fila dietro di me di poter cambiare: nessuno aveva moneta di piccolo taglio. Mi sono guardato attorno, nessun bar o esercizio aperto, il tempo passava, erano le 15.45, forse già stavano al tornante meno 8 prima del Gran Premio della Montagna. Sono corso fino alla garitta delle guardie, neanche loro avevano spicci; ho raggiunto l’edicola del nosocomio: chiusa. Sono tornato di corsa verso il parcheggio, h 15.50, ho chiesto ancora alle persone in fila, niente da fare… Se almeno fossi potuto andare in macchina a sentire la radiocronaca, dato che Rai 2 streaming non funzionava, avrei risolto… In quel momento, alle 15.55, era arrivato un ragazzo con un braccio ingessato e con delle lastre sotto l’altro braccio: “È successo pure a lei!” mi ha fatto, sorridendo sotto la mascherina. “Non posso cambiarle 50 euro, ma posso darle io 3 euro”. Ho guardato lui, ho dato una sbirciatina all’orologio, già sognavo di vedere l’attacco decisivo alla maglia rosa, e Riccardo mi ha allungato 20 euro, ho pagato, l’ho ringraziato quasi urlando e invitandolo a prendersi lui, col braccio ingessato, le 17 monete di resto, io dovevo correre via!!!

Farmacia Federico consegna medicine

Sono corso verso la macchina, sono salito… stavo per accendere la radio, ma mi sono bloccato, davanti lo specchietto, ad osservare la mia faccia da ebete. Ero sconcertato e quasi inorridito: “Ma che sto facendo? Non l’ho neppure ringraziato, non gli ho rivolto neppure uno sguardo veloce di riconoscenza!”
Sono sceso dalla macchina, ho cercato di capire dove Riccardo stesse andando a recuperare la sua macchina, ma era già scomparso dietro l’angolo. Sono uscito dal cancello automatico, mi sono fermato ad aspettare al varco il suo passaggio. Dopo 5 minuti l’ho visto arrivare, l’ho bloccato, gli ho urlato:
“Mi scusi, sono stato proprio maleducato! Grazie, di persone come lei non ne incontro spesso! Posso offrirle un caffè?”
Mi ha sorriso e mi ha lasciato con un “Non c’è bisogno! Veda, lei è contentissimo ed io ho dato un significato buono a questa maledetta frattura che mi dà un male… Ma ora va meglio!”
“Mi dia almeno l’amicizia su FB!”
“Non sono su FB, ma sicuramente ci rivedremo, e non qui in un ospedale” ed ha accelerato per entrare nel traffico di Roma.

Sono rimasto a salutarlo con la mano, a pensare…tanto tempo.
Non pensavo più allo Stelvio e alla Maglia Rosa, non ho acceso più la radio e, ancora adesso, dopo 7 h, non so ancora chi ha vinto la tappa.

So che la vera Maglia Rosa l’ha indossata Riccardo.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti