“Lo zucchero a velo, molto meglio della cocaina”.Il Campidoglio in imbarazzo per la campagna ‘natalizia’ dell’Act

Il sindaco Marino: "E' un manifesto che non mi piace per niente, fatto in autonomia dall'Act"
La Redazione - 20 Dicembre 2013

Polemiche sulla campagna “natalizia” contro l’uso di sostanze stupefacenti promossa dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze. Protagonista un giovane che mangia dello zucchero a velo, giocando con la somiglianza con la cocaina, affiancato dallo slogan “Cocaina? ma de che! #moltomeglio lo zucchero a velo”.

In men che non si dica il popolo della rete si è scagliato contro la trovata pubblicitaria dividendosi, come spesso succede, tra coloro che ironizzavano sulla scarsa capacità comunicativa dell’agenzia, scrivendo “dopo questa campagna la gente inizierà a drogarsi come matta”, e quelli che la definiscono decisamente di “cattivo gusto”.

Copia di MOLTOMEGLIO_manifestoSul suo portale l’Act giustifica così la scelta di questo messaggio: “Abbiamo deciso di giocare sulla somiglianza “fisica” di certe droghe con gli elementi tipici del Natale, utilizzando l’hashtag #moltomeglio e incitando le persone a dirci cosa per loro sia #moltomeglio della droga. La campagna è stata promossa in maniera leggera ed ironica, affinchè, attraverso un sorriso, si possa affrontare una tematica delicata come quella della droga”.

Ma la “leggerezza” dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze sembra non essere stata gradita neppure dal sindaco Marino che interpellato sulla vicenda attraverso Twitter ha risposto: “E’ un manifesto che non mi piace per niente, fatto in autonomia dall’Act, agenzia fra l’altro in via di chiusura”.

Dal canto suo Massimo Canu, direttore dell’Act ha replicato al primo cittadino affermando: “Le critiche del sindaco avremmo voluto sentirle prima di lanciare la campagna, se soltanto avesse accolto il nostro invito di condividere la realizzazione dei manifesti. D’altronde avremmo voluto condividere con il sindaco anche il Bilancio del Comune, che riserva alla nostra agenzia zero euro, in questo modo per il nuovo anno i nostri collaboratori rischieranno di non avere alcun stipendio”.


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