Categorie: Cronaca
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L’ombra della malasanità sulla morte della madre di Gabriele Paolini: la Procura apre un’inchiesta e sequestra la salma

Beatrice Bochicchio, 92 anni ed ex cantante lirica, è deceduta all'ospedale Sandro Pertini. Il figlio denuncia i medici: "Dimessa con una sepsi in corso". I Carabinieri acquisiscono le cartelle cliniche

Un passato trascorso tra spartiti e palcoscenici come artista e cantante lirica, un presente vissuto al riparo dai riflettori, interrotto solo di rado dalle apparizioni nei video social del figlio Gabriele Paolini, il noto “disturbatore” delle dirette televisive.

La scomparsa di Beatrice “Bice” Bochicchio, novantadue anni, è diventata un caso giudiziario sulle corsie della sanità romana.

La Procura della Repubblica di Roma ha infatti aperto un fascicolo d’indagine per fare piena luce sulle cause del decesso, avvenuto a quaranta minuti dalla mezzanotte del 24 agosto all’ospedale Sandro Pertini.

Il magistrato di turno ha disposto l’immediato sequestro del corpo, trasferito dall’obitorio del Verano all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico Umberto I, dove nei prossimi giorni verrà eseguito l’esame autoptico per determinare la precisa catena causale che ha portato alla morte dell’anziana.

La denuncia del figlio e i dubbi sulle dimissioni

L’avvio delle indagini scaturisce da un formale esposto depositato da Gabriele Paolini nei confronti dei sanitari della clinica d’impostazione riabilitativa in cui la madre era stata ricoverata a seguito di un ictus.

Secondo la ricostruzione presentata ai magistrati, la novantaduenne sarebbe stata dimessa il 29 luglio scorso in presenza di un quadro infettivo non adeguatamente diagnosticato né sottoposto alle necessarie terapie.

“Hanno dimesso mia madre senza effettuare un’approfondita analisi delle urine”, ha dichiarato Paolini, sostenendo che l’anziana sia deceduta a causa di uno shock settico derivante da una grave infezione non curata alle vie urinarie. Un’accusa diretta che individua una presunta negligenza nel percorso di dimissione della paziente.

L’intervento dei Carabinieri e il sequestro degli atti

Parallelamente all’affidamento dell’incarico autoptico, i Carabinieri della Stazione Roma San Basilio hanno provveduto a porre sotto sequestro l’intera documentazione sanitaria riguardante la donna.

Le cartelle cliniche e i diari medici acquisiti dagli investigatori serviranno a ricostruire nel dettaglio l’assistenza prestata alla paziente, valutando la correttezza dei protocolli applicati prima del suo rinvio a casa e verificando l’eventuale sussistenza di condotte di rilievo penale a carico del personale medico.

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