Londra2012 – Good luck, Roberto!

Il campione di judo Roberto Meloni, nativo di Torre Angela, in partenza per le Olimpiadi
di Leandro Spadari - 24 Luglio 2012

In partenza per le olimpiadi il romano Roberto Meloni, azzurro di judo, atleta del CS Carabinieri. Roberto Meloni, atleta di spicco tra quelli che rappresenteranno all’imminente olimpiade i colori azzurri nello sport del judo, terminata l’ultima fase di preparazione al centro olimpico Fijlkam di Ostia, partirà alla volta di Londra il 29 luglio p.v. per disputare le sue chances in gara l’1 agosto p.v. all’ “Excel North Arena 2”.

Praticare judo per lui sin da piccolo è stata una cosa naturale, quasi scontata, grazie al papà Angelo maestro del Judo Club Torre Angela, ed alla mamma Vincenza Fanara, anche lei cintura nera…ma non era scontato che un’attività iniziata così, per gioco, lo “prendesse” a tal punto da fargli vincere già dopo pochi anni il campionato italiano esordienti, iniziando così una carriera agonistica straordinaria che lo ha qualificato a disputare ad appena 31 anni di età (è nato il 20 febbraio 1981) la sua terza olimpiade. Roberto Meloni, dal ’98 prestigioso atleta del Centro Sportivo Carabinieri la cui sezione judo è comandata dal maresciallo Luigi Guido, è seguito in nazionale dal Direttore Tecnico FIJLKAM Felice Mariani e dall’ allenatore Dario Romano.

Diplomato all’ istituto tecnico, appassionato oltre che di judo, di calcio, equitazione e trekking, Roberto è il compagno di vita di Ylenia Scapin, da molti considerata la miglior judoista italiana di tutti i tempi, avendo conquistato tra l’altro 2 bronzi alle olimpiadi di Atlanta nel ‘96 e di Sidney nel 2000, 1 oro ai Giochi mondiali militari del 2003 ed al Campionato europeo 2008,oltre a 13 titoli italiani. Da Ylenia ha avuto un vispissimo bimbo, Giacomo, di neanche 3 anni. Roberto, che combatte nella categoria di peso 90 kg, a sua volta vanta un curriculum impressionante, che parla da solo per lui, e nel quale spiccano 2 bronzi mondiali nel 2002 (a squadre) e nel 2007 (individuale), ed 1 argento juniores nel 2000; 1 oro continentale a squadre nel 2001, 3 bronzi nel 2002, 2006 e 2007 ed 1 argento sempre individuale nel 2005; 1 argento nel 2002 ed 1 oro nel 2003 ai Giochi mondiali militari; 5 ori al Campionato italiano assoluto 1999, 2001, 2003, 2005 e 2006; 1 oro ai Giochi del Mediterraneo 2001; 3 titoli italiani juniores; un’infinità di tornei internazionali conclusi quasi sempre in zona podio e, come detto, la partecipazione alle olimpiadi di Atene e Pechino. Da quest ‘ultima ha riportato un trauma alla schiena, che lo ha costretto ad un delicato e complesso intervento chirurgico cui hanno fatto seguito 2 anni di terapia riabilitativa coronati da successo, grazie alla sua tempra ed alla grandissima attenzione con la quale è stato seguito dal Centro Sportivo dei Carabinieri.

“In un momento così difficile per me, che poteva risolversi in un forzato ed anticipato abbandono delle scene agonistiche – ci dice Roberto – l’Arma mi è stata sempre accanto e questa è stata per me un’esperienza indelebile, di cui sarò sempre riconoscente nel più profondo del cuore…e adesso spero di poter ripagare quanti mi sono stati vicino ed hanno avuto fiducia in me. A Londra venderò cara la pelle, mi sembra superfluo dire che vado lì per vincere, certo voglio tornare con un bel “souvenir”, l’unico che ancora manca alla mia carriera agonistica. Certo, sono perfettamente consapevole che un’olimpiade è una gara tutta a se, il successo dipende da tanti fattori e come per una partita a tetris sono diversi gli elementi che, per la riuscita, devono collocarsi al posto giusto…

"Un commento finale su Roberto lo lasciamo ad una altro romano, il DT Nazionale Felice Mariani, di cui ricordiamo il bronzo colto ai Giochi di Montreal nel ’76:”Roberto è un talento nato, ha mostrato sempre di avere una marcia in più:il suo è un judo bello a vedersi, in cui armonia e forza si fondono per dar vita a quello che io chiamo “judo champagne”! E’ versatile, geniale ed eclettico, alla pari di altri nazionali di ieri quali Girolamo Giovinazzo e di oggi, come Rosalba Forciniti: prendendo a paragone il calcio, è assimilabile ad un Francesco Totti.Il suo talento naturale, la maturità raggiunta, l’esperienza, il miglioramento tattico gli possono consentire di superare ogni ostacolo, anche il più impegnativo. Per la formazione azzurra di scena a Londra, composta da 5 atlete e 4 atleti, pronostici non voglio farne ma pensando a loro sono ottimista. Certo ogni volta il confronto è più difficile, gli avversari sono sempre più forti, in particolare quelli dell’ex blocco sovietico, per non parlare degli stessi russi, dei coreani, dei francesi. Ma, lo ripeto, sono decisamente ottimista…”
 


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