L’Organetto a bocca di Mario Piccinelli

Che allieta il Prenestino
di Aldo Zaino - 13 Febbraio 2013

Nel quartiere Prenestino risiede Mario Piccinelli, un personaggio modesto, ma con una personalità che riserva enorme sorprese, fra le quali quella di essere un esperto nel campo musicale.

Mario Piccinelli classe 1948 è nato nella cittadina Viterbese Grotte di Castro si è trasferito a Roma nel VI Municipio dove risiede dal 1970. Mario ha le capacità di saper suonare numerosi strumenti musicali: batteria, tromba, chitarra, sassofono, piano forte, fisarmonica, volino e “l’organetto a bocca”.

Grazie a queste innate capacità il nostro musicista, in gioventù, ha costituito un gruppo musicale i “Super Men” che si esibivano durante le feste paesane e nei locali in occasione delle festività, una passione abbandonata poi per un lavoro più stabile e continuo.

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Nonostante questa scelta, ancora oggi, Mario non si sottrae all’invito degli amici di suonare qualcosa, anche perché il suo motto è “un tocco di musica, non guasta mai” specialmente in questo momento particolare che stiamo attraversando, infatti, è risaputo che ascoltare la musica oltre a stimolare i ricordi, ha anche il pregio di donarci allegria, e magari scacciare anche se per poco i nostri tristi pensieri.

E’ comprensibile che in queste occasioni, Mario, per fare ascoltare la sua musica, non porta con sé il pianoforte, e tanto meno il violino, porta invece un semplice e modesto “Organetto a bocca.” Al momento opportuno il nostro artista estrae dalla tasca il suo minuscolo strumento per dargli fiato, sbirciando in sordina le espressioni di gioia di chi lo sta ascoltando.

La sua piacevole musica spazia dalla colonna sonora di un film, a una canzone patriottica, o un tango. Durante l’intervista Mario Piccinelli, ha anche confidato che a volte ospite in qualche festa, ha suonato l’organetto per risolvere in qualche modo il proseguimento della serata, "una volta – aggiunge il nostro musicista – sono stato inviato a suonare durante l’interruzione dell’energia elettrica, altre invece per problemi di amplificazione, una volta addirittura per il ritardo dell’orchestra, coinvolta in un incidente stradale".

E’ bello sapere che ancora oggi ci sono questi personaggi che sanno suonare “l’organetto a bocca”, un antico strumento che ha avuto maggiore notorietà negli anni cinquanta e che con la sua melodia ha contribuito a far superare agli italiani il triste periodo della Seconda guerra mondiale.


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