L’Orto Botanico di Roma, meraviglia della natura nel cuore della città

Tra alberi centenari e piante esotiche, un viaggio tra le bellezze floreali di tutto il mondo
di Simone Sperduto - 24 Settembre 2014

Un’autentica meraviglia della natura nel cuore della Capitale, tra via della Lungara e il Colle del Gianicolo. E’ l’Orto Botanico di Roma, che si estende su una superficie di ben 12 ettari occupando parte dell’area archeologica conosciuta come Horti Getae lì dove anticamente sorgevano le terme di Settimio Severo.

Le sue origini risalirebbero al papato di Nicolò III (1277-1280) sebbene nei secoli la sua collocazione abbia subito diversi spostamenti prima di approdare a quella attuale. Il museo botanico, del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università “La Sapienza” di Roma e parte della Rete Italiana Banche del Germoplasma, raccoglie alberi centenari e specie che hanno origine nei luoghi più remoti del pianeta. E’ possibile imbattersi così nel Cedrus deodara, pianta originaria dell’Himalaya, o piuttosto nel gruppo dei Dasylirion del Messico, nell’Erythrina crista-galli del Brasile e in un esemplare di Liquidambar orientalis proveniente dalla Cina.

Bosco dei BambùIl percorso è suddiviso in venti tappe e ciascuna propone all’osservatore una tipologia di vegetazione diversa. Dal viale delle Palme (Phoenix e Syagrus) al Roseto passando per la valletta delle Felci e il Giardino dei non-vedenti. Quest’ultimo è organizzato in una serie di aiuole rialzate in muratura dove è possibile incontrare specie riconoscibili attraverso il tatto o l’aroma, il tutto in presenza di cartellini in Braille. Segue una tra le collezioni più ricche d’Europa di piante di Bambù che, all’interno del boschetto, ospita anche il Phyllostachys nigra o Bambù nero.

Laghetto giardino giapponeseTra le aree maggiormente suggestive c’è sicuramente il Giardino giapponese, realizzato secondo un modello tipicamente orientale tanto per la presenza floreale che per i giochi d’acqua, le piccole cascate con laghetti annessi e una piccola pagoda. Il progetto dell’architetto Ken Nakajima è oggi un luogo destinato al relax e alla meditazione mentre si contemplano le meraviglie della natura tra sempreverdi e specie caducifoglie in un’alternanza resa assolutamente armoniosa nel suo insieme.

Subito dopo la Scalinata delle undici fontane, che insieme alla Fontana dei Tritoni rappresenta un suggestivo elemento di decoro ben amalgamato al disegno paesaggistico, segue il Bosco mediterraneo. Situato nella zona collinare dell’orto, quindi nel punto più elevato del polo museale, esso rappresenta una testimonianza viva della vegetazione che ricopriva in passato il Gianicolo. Qui è possibile incontrare piante autoctone come le querce (Quercus ilex, Quercus pubescens, Quercus robur e Quercus petraea) ma anche l’Acer campestre, il Viburnum tinus, il Laurus nobilis e il Carpinus betulus.

PalmeDiscendendo dalla zona collinare si possono ammirare quindi le Gimnosperme (Sequoia, Ginkgo e Wollemia). Da sottolineare la presenza di un individuo di Wollemia nobilis, specie ritenuta estinta fino al suo ritrovamento nel 1994 all’interno del Wollemi National Park in Australia. Quest’ultime specie di Gimnosperme conducono all’ingresso del Giardino dei Semplici, così chiamato perché raccoglie le piante medicinali, dette anche “officinali” ovvero da officina cioè da laboratorio farmaceutico. Esse sono ospitate all’interno di aiuole rialzate realizzate in muratura.

La Serra tropicale e il laghetto con vegetazione palustre sono l’anticamera delle due serre suggestive posizionate a poca distanza l’una dall’altra. Si tratta della Serra Corsini e della Serra monumentale. La Serra Corsini, realizzata nel XIX secolo, rappresenta la prima serra calda all’interno dell’orto botanico.

Serra CorsiniEssa ospita per lo più le comunemente note piante tropicali come le Cactaceae, le Agavaceae, le Euphorbiaceae e le Crassulaceae. Sono altresì presenti due vasche appartenute alla Regina Cristina di Svezia durante il suo soggiorno presso l’adiacente Villa Riario, oggi Palazzo Corsini, nella seconda metà del ‘600. Si chiude il percorso con la Serra monumentale, costruita dalla ditta Mathian di Lione nel 1877. Essa ospita una collezione di euforbie e due rampicanti.

Info Orto Botanico, ingresso largo Cristina di Svezia 24: apertura tutti i giorni tranne la domenica con orario 9:00-17.30 (inverno)/18.30 (estate) Biglietto intero 8 euro, ridotto 4. Gratis per i bambini fino a 5 anni, per i disabili, per il personale e gli studenti de La Sapienza


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  1. non hai scritto tutto pero’ bravo

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