Lotta parziale agli evasori totali” – Sanità sempre più malata – L’umorismo delle iene

I Fatti e i Misfatti di luglio 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 18 Luglio 2011

Lotta parziale agli evasori totali"

"Da gennaio – ha fatto sapere la Guardia di finanza – a Roma sono stati scoperti 330 evasori totali e 229 finti poveri con un recupero di quattro miliardi e 160 milioni sottratti allo Stato".

Eccellente lavoro. Che tuttavia, volendo, potrebbe diventare addirittura ottimo. Basterebbe arruolare qualche finanziere in più, sguinzagliare un nuovo massiccio esercito di finanzieri nella città – soprattutto in certe botteghe artigianali e in certi studi professionali – e i risultati sarebbero da "Guiness dei primati". E, se quattro miliardi e più recuperati da gennaio – come calcolato dalla Guardia di finanza – costituiscono addirittura un decimo della recente finanziaria del Ministro Tremonti , un controllo a tappeto degli evasori totali e dei finti poveri soltanto romani potrebbe perfino superare quell’intera finanziaria da molti oltretutto contestata. Perché, allora, non si vuole? Perché non si vuole aumentare il numero dei finanzieri? Qualcuno sostiene perché andare a colpire certi settori significherebbe perdere consensi e voti elettorali. Se fosse così – come verosimilmente è – si faccia almeno finita, allora, con le buffonate della politica, dell’economia, della finanza e del giusto diritto. A destra, al centro e a sinistra.

Sanità sempre più malata

"Dopo essersi rivolto a cinque "Pronto soccorso", esserne stato sempre scacciato e rimandato a casa perché non da ricovero e, una volta, perfino diffidato a non disturbare più – è la notizia – un muratore di 51 anni della provincia di Roma è alla fine morto, all’ospedale di Tor Vergata, dove era giunto in condizioni disperate per un versamento polmonare".

L’episodio è da brividi. Ma ancor più lo sarebbe, ove al povero muratore fosse stato richiesto, ad ogni "Pronto soccorso", il ticket da "codice bianco": quello dei "rombiballe" non da ricovero.

L’umorismo delle iene

"Umberto Bossi è stato sbeffeggiato – in una vignetta di Stefano Di Segni apparsa sul "Fatto quotidiano" – per il suo modo di parlare dopo l’ictus che lo ha colpito nel 2004".

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Ora, certo, Umberto Bossi può essere giudicato anche politico rozzo, antipatico, incoerente, padano più che italiano, ma Umberto Bossi è comunque un essere umano, una persona da rispettare nella sua dolorosa condizione. Riderci su, come non ha esitato Stefano Di Segni con l’approvazione del "Fatto quotidiano", è da iene. Non da più o meno bravi vignettisti e da quotidiani autodefinitisi attenti a tutte le condizioni di svantaggio. L’umorismo vero è ben altra cosa. Chi non lo sappia fare non lo faccia. O, perlomeno, non pretenda di chiamarlo così.


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