Luca, Luca, indecisione e furbizia – Morire in treno a norma di regolamento – Par condicio – La strana logica del Fo – Più realisti del re – Il doppio piacere della vendetta

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 17 Novembre 2012

Luca, Luca, indecisione e furbizia

"Basta stare in tribuna – ha annunciato Luca Cordero di Montezemolo – ora è tempo di scendere in campo per vincere".

Ma scendere in campo per vincere insieme con lo spento pilota della "Ferrari" Felipe Massa oppure con il titubante pilota del Pd Pierluigi Bersani, con il confuso pilota del Pdl Angelino Alfano, con il furbetto pilota dell’Udc Pierferdinando Casini, con il Beppe "a tutto gas" Grillo? Questo, però, Luca Luca non lo ha annunciato neppure questa volta. Ma perché, quando si stanno già scaldando i motori, lui non ha ancora deciso con quale squadra scendere in pista per vincere? Oppure perché, da bravo tecnico subito trasformatosi in bravo politico politicante, ha deciso che gli conviene aspettare di vedere chi taglierà per primo il traguardo della prossima corsa politica e, poi, salire con lui sul podio, salutare con la manina e brindare a "champagne"? La parola, allora, ai "bookmakers".

Dar Ciriola asporto

Morire in treno a norma di regolamento

"Un passeggero colto da infarto poco dopo la partenza del "Frecciarossa" Torino-Milano – ha fatto scandalo – è stato soccorso soltanto alla fermata di Rho, dopo circa quaranta minuti, ma ormai era troppo tardi ed è morto pochi attimi dopo".

Quale la difesa di "Trenitalia"? Letteralmente questa: il regolamento non prevede un defibrillatore a bordo dei convogli. Come dire: cari passeggeri, se doveste sentirvi male anche gravemente, non vi preoccupate: morite pure tranquilli, tanto non c’è alcun supplemento, e pace all’anima vostra. Come da regolamento.

Par condicio

"Gli agenti violenti – ha garantito il capo della Polizia, Giorgio Manganelli – saranno severamente puniti".

Non può che fare, naturalmente, piacere. Farebbe però piacere, anche, se la Magistratura garantisse, da parte sua, che saranno severamente puniti – e non più rimandati a casa dopo 24-48 ora dal fermo – i manifestanti violenti.

La strana logica del Fo

"Voterò – ha dichiarato Dario Fo, in un’intervista a "Radio 24", dopo avere ampiamente elogiato la serietà e l’affidabilità di Pieluigi Bersani – alle prossime politiche voterò per Beppe Grillo".

Riassumendo: il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è una persona seria ed affidabile però, poi, il voto alle prossime politiche lo darà all’urlatore padre-padrone del "5 stelle". La stramba logica del Fo o una dovuta solidarietà tra comici?

Più realisti del re

"Tra le dieci e le tredici di sabato 17 – ha invitato per giorni il blog "Solidarietà al nostro amato presidente Berlusconi" – "scendi in piazza per difendere il tuo futuro, i tuoi interessi, la tua libertà"".

L’appuntamento era stato fissato, tra le dieci e le tredici di sabato 17, in piazza Santi Apostoli a Roma. Ma, tra le dieci e le tredici di sabato 17 in piazza Santi Apostoli a Roma, si sono ritrovati in una trentina di persone amareggiate e deluse. "Ma come – si sono chieste verso le 12,45 – ma come, nessuno vuole più difendere il suo futuro, i suoi interessi, la sua libertà?" Ignorando, evidentemente, il vero problema. Non è, cioè, che nessuno voglia più difendere quei valori: è che nessuno pensa più di farseli garantire dal cavaliere di Arcore, il loro "amato presidente Berlusconi". Il quale, poi, è il primo a saperlo. Tanto è vero che, di ritorno dal Kenia, non è corso a concordare un programma politico, con il segretario del Pdl Angelino Alfano, per la partita delle prossime politiche, ma è corso a concordare la formazione calcistica, con l’allenatore del "Milan" Massimiliano Allegri, per la partita della prossima giornata di campionato.

Il doppio piacere della vendetta

"Parvin Tadki, la giovane e bella moglie di Beppe Grillo – hanno scoperto le telecamere de "La 7 Piazza pulita" – ama godersi le sue giornate, nella villa recentemente acquistata, al caldo sole del Kenia".

Ecco subito, allora, i maligni: "Vuoi vedere – ammiccano con un sorrisetto – che i viaggi sempre più frequenti di Berlusconi in Kenia sono legati a questo fatto?" Ma in che senso? Nel senso che, cercando il Beppe di rubare al Silvio i voti in Italia, lui, il Silvio, sta cercando di rubare al Beppe la moglie in Kenia. Malignità, certo. Però che "forza" malignare su questo doppio piacere della berlusconiana vendetta. 


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