Ma chi ha autorizzato il taglio dei Pini lungo la Via San Gregorio, in un paesaggio archeologico unico al mondo?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico odv - 3 Gennaio 2021

Via San Gregorio, taglio dei Pini (dic. 2020)

La Soprintendenza speciale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha risposto prontamente (nota prot. n. 51658 del 31 dicembre 2020) all’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti effettuata (21 dicembre 2020)  dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico odv (GrIG) in relazione al recente taglio dei Pini dell’alberata lungo Via San Gregorio, nel cuore di una delle aree archeologiche più importanti al mondo.

Ha reso noto “di non aver ricevuto alcuna istanza di autorizzazione in merito ai tagli”, sebbene “la richiesta … potrebbe essere stata effettuata presso il Parco del Colosseo”.

L’intera zona è tutelata con vincolo paesaggistico e con vincolo culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., dichiarazione Sopr. reg.le Lazio 20 dicembre 2001 “Fori Imperiali”) si ignora quali siano le motivazioni di tagli arborei che mortificano un luogo unico al mondo ed emergono anche elementi che fanno pensare a un taglio non autorizzato, abusivo.

Ma la Soprintendenza speciale romana ha pesantemente rincarato la dose: “questo Ufficio, per le aree di competenza lungo le pendici del Celio e lungo il viale delle Terme di Caracalla, in più di un’occasione ha rilevato la necessità di un programma di interventi complessivo che tutelasse la configurazione archeologica, monumentale e paesaggistico dei luoghi all’interno del perimetro di ciò che un tempo veniva indicato come Passeggiata Archeologica.

Per quanto concerne il taglio dei pini piantati degli anni Trenta per creare la quinta scenografica che rafforzasse la qualità estetica dei nuovi viali, ormai parte della forma urbana, si evidenzia la necessità, per mantenere questo assetto storicizzato, che le necessarie e obbligate sostituzioni siano pianificate nel corso del tempo e non siano il frutto di decisioni estemporanee e di urgenze, dettate da interventi errati di impiantistica sotterranea, dagli adeguamenti del traffico e dalla mancanza di manutenzione”.

La politica di gestione del verde di Roma Capitale lascia a desiderare, infatti “il Comune di Roma ha istituito un tavolo tecnico a riguardo: è necessario mettere in pratica le dichiarazioni di intenti, che oltre ai censimenti, attuino pratiche di conservazione sostenibili in modo che la trasformazione della configurazione del verde urbano avvenga in modo controllato e condiviso dalla cittadinanza”.

Un Viale alberato storico, fra il Colosseo, il  Foro Romano, il Palatino, il Circo Massimo, l’Arco di Costantino, nel cuore dei romani e dei turisti, eppure – senza ritegno – nelle scorse settimane gli alberi sono venuti giù, a opera di motoseghe accese da motivi ignoti.

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Su Via San Gregorio dovrebbe essere in corso un intervento del Comune di Roma Capitale nell’ambito di un progetto sperimentale per difendere i Pini dalla Cocciniglia tartaruga, che prevede “lavaggio della chioma, potatura di rimonda, bioattivazione del suolo attraverso l’uso di concimi attivatori ed endoterapia (iniezioni sul tronco con prodotti utilizzati per la lotta alla processionaria del pino)”.

In realtà, largo uso delle motoseghe.

Il GrIG ha dato, quindi, corpo all’indignazione di tanti romani e ha coinvolto il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo, la Soprintendenza speciale per archeologia, beni culturali e paesaggio di Roma, il sindaco di Roma Capitale, i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale.

Ora giungono le prime risposte, che delineano un indegno scenario per una Città e un patrimonio storico-culturale unico al mondo.

Di sicuro non finisce qui.

 

Ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com

 

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico odv


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