Magistratura e Enac indagano sulla morte dell’operario all’aeroporto di Fiumicino

di Emiliano Germani - 13 Novembre 2012

Morte per schiacciamento. E’ questo il terribile responso del referto del medico legale, redatto per dare una prima spiegazione al decesso (avvenuto domenica 11 novembre, poco dopo le 18) di un operaio quarantenne impiegato presso una società di servizi handling dell’aeroporto “Leonardo da Vinci”, a Fiumicino.

Un carrello elevatore che sale sotto la carlinga e il portellone di un aereo che scende: sarebbe questa la tragica morsa che ha imprigionato e purtroppo ucciso l’uomo, originario di Aprilia, impegnato nelle operazioni di scarico bagagli di un volo della Tap Air Portugal appena giunto da Lisbona.

Gli inquirenti stanno ora indagando per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, assurdo nella sua drammaticità come tutte le morti sul posto di lavoro, le cosiddette “morti bianche”.

Subito è scattata la mobilitazione dei sindacati, che sembra avessero già segnalato, anche recentemente, la necessità di garantire condizioni di maggiore sicurezza per le attività di assistenza a voli e passeggeri nello scalo romano.

Nella giornata di ieri uno sciopero dei colleghi dell’operaio deceduto ha di fatto paralizzato le operazioni di consegna bagagli ai passeggeri in transito a Fiumicino, causando non pochi disagi.

Intanto, oltre all’indagine portata avanti dalla magistratura, è stata avviata un’inchiesta dell’ENAC, l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, che dovrebbe preparare un proprio rapporto sull’incidente.


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