Mal’Aria, Legambiente lancia allarme polveri sottili nel Lazio

Blitz per salvaguardare la corsia prefernziale di Via salaria
Enzo Luciani - 18 Gennaio 2013

Con un blitz per proteggere la corsia preferenziale di via Salaria, ieri 17 dicembre Legambiente Lazio ha rilanciato la storica campagna  “Mal’aria di città”, contro l’inquinamento atmosferico. Nell’occasione è stato presentato un dossier contenente i dati 2012 e 2013 sullo smog a Roma e nel Lazio.

Nel 2012 Roma ha confermato una presenza costante di polveri PM10 nell’aria, con ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge nelle 13 centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio: è la centralina Francia ad aver registrato il più alto numero di sforamenti dei limiti con ben 57 giorni di superamento, seguita da Magna Grecia con 53 giorni, Tiburtina con 50 e Preneste con 45. Anche le concentrazioni di biossido di azoto risultano superiori ai limiti di legge nella centralina di Fermi con 27 ore fuorilegge e in quella di Tiburtina con 22 ore. Anche i primi dati relativi al 2013 confermano l’emergenza inquinamento.

“A Roma e nel Lazio non ci si può ricordare di tutelare i polmoni dei cittadini dalla cattiva qualità dell’aria solo quando è necessario fissare le targhe alterne, serve una nuova politica per fermare le auto private e far camminare i mezzi pubblici, a partire almeno dalla protezione di vecchie e nuove corsie preferenziali –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servono pedonalizzazioni estese, a partire dal Colosseo come hanno chiesto i cittadini, ricacciando via i pullman turistici dalla città e ripensando la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, con una vera rete di corsie preferenziali per potenziare il mezzo pubblico.”   Nel Lazio la situazione è altrettanto allarmante. La maglia nera va al territorio della provincia di Frosinone dove si sommano ben 539 episodi totali di superamento dei limiti di legge: ad eccezione della centralina di Fontechiari, un piccolo paese a 357 metri di altezza utilizzato per misurare la situazione di “fondo regionale”, Frosinone è in testa alla classifica con 120 sforamenti, seguito da Ceccano con 118, ma i dati sono alti anche a Cassino con 68 e Ferentino con 65. In provincia di Roma, i valori più alti sono stati registrati in una delle centraline di Colleferro con 54 giorni di superamento dei limiti -dovuti in parte alla presenza dell’area industriale, dell’arteria autostradale oltre che al traffico cittadino- seguita poi da Ciampino, che si attesta a quota 43 -con il traffico aereo che rende la situazione ancor più complicata-. Viterbo risulta la provincia meno inquinata con 21 sforamenti totali tra il capoluogo e Civita Castellana, segue Rieti con 22 superamenti, mentre in provincia di Latina si arriva a 81 giorni di superamento con la centralina di Latina Romagnoli che ha registrato il maggior numero di sforamenti con 41 giorni.   “A Roma e nel Lazio c’è un’emergenza sanitaria legata allo smog, servono nuovi provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini, coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto serve una politica per il trasporto pubblico –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali, le zone a 30 chilometri all’ora e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla. Nel Lazio serve una legge per i pendolari, che istituisca un fondo regionale per il trasporto su ferro e dedichi l’1% del bilancio regionale a questa priorità.”

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