Mangiate nutella, nutella fa bene, nutella conviene a tutte l’età

Ségolène Royal: "Smettete di mangiare Nutella se volete salvare il pianeta"
di Ettore Visibelli - 17 Giugno 2015

Sinceramente la facevo più intelligente del suo ex marito François Hollande – il che è tutto dire! – e non è escluso che lo sia, anche se alla fine non è infondato il proverbio che recita: chi si somiglia, si piglia. Ma con l’attacco della Francia alla Nutella, ogni due per tre, mi sembrerebbe giunto il momento di dire un bel basta! ai nostri cugini francesi. Un anno fa il discredito mirava alla tossicità dell’olio di palma. Adesso, visto che non ci sono evidenze scientifiche della sua pericolosità, il supporto alla guerra, portata verso la Nutella e la Ferrero – per il momento ancora uno dei sopravvissuti baluardi dell’industria italiana in campo alimentare – slitta sull’aspetto ecologico, in quanto che la coltivazione intensiva della palma da olio creerebbe un danno irreparabile all’ecosistema. Ma fatemi il piacere! Il fatto vero è che esistono in commercio nei supermercati francesi surrogati della nutella, creme alla nocciola, che pur non contenendo olio di palma in etichetta, non sono buone come l’odiata marca italiana. Perché? Perché le ho assaggiate e lo posso attestare in base alla capacità che ancora possiedo nel distinguere ciò che è buono, da ciò che è più buono, da ciò ch’è cattivo o addirittura più cattivo. Allora dove sta il vero problema? Semplice! In un odioso protezionismo, che la Francia farebbe più bella figura nel farne a meno, tanto più, fuori luogo in una comunità europea che dovrebbe vedere i membri – nel senso di partecipanti – rispettosi di una civile, reciproca convivenza.

Semmai, l’ecologista Segolene non sarebbe male che guardasse a quello che avviene in casa sua con la produzione del fois gras di oca, dove le povere bestie sono fatte crescere in cattività, nutrite e imboccate con l’imbuto per farle soffrire di steatosi epatica, necessaria a produrre uno squisito manicaretto che mi sono sempre guardato bene dal consumare. Se già provo un po’di disagio nel mangiare carne e pesce, perché col passare del tempo mi sento sempre più imparentato con gli animali da cucina, non concepisco davvero il consumo di fois gras che violenta e tortura  le disgraziate oche anche in quella poca vita che è concessa loro, dal farne comunque prima o poi carne alimentare. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell’UE e in particolare in Italia dove è illegale dal marzo 2007, mentre in Francia, il foie gras prodotto da anatre appositamente allevate in Dordogna (Canard à foie gras du Périgord) ha ottenuto la certificazione IGP, in conformità alla normativa Europea. Mi sembra evidente che siamo ancora molto lontani dal poterci vantare di appartenere a una comunità. Il punto è sempre quello: non potrà esserci Europa Unita fin quando, anziché da un parlamento legiferante, saremo governati da un’Unione fondata unicamente e soltanto sulla finanza. Ossia, non saremo una Comunità finché anche la politica di un governo vero, non andrà ad affiancarsi all’economia.


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