Marino azzera CdA dell’Atac

Le dichiarazioni del consigliere regionale (FI) Adriano Paolozzi e delle consigliere comunali (Sel) Azuni e Cesaretti
di R. V. - 25 Luglio 2015

“Faccio appello ai cittadini che hanno mille ragioni per protestare. Stiamo impostando oggi un cambiamento non facile e il percorso probabilmente non sarà così immediato come vorremmo. Così il sindaco Ignazio Marino ha aperto la conferenza stampa in cui ha annunciato il nuovo corso dell’azienda romana di trasporto pubblico.” E’ quanto campeggia oggi sulla Home page del sito istituzionale del Comune di Roma.

Nel corso della confereza stampa il Sindaco ha annunciato l’azzeramento del cda e della dirigenza dell’azienda “non all’altezza della situazione e poi, ricapitalizzazione di Atac, per un valore di 200 milioni di euro, tra liquidità e beni, di cui si è fatto carico il Comune con l’assestamento di bilancio, approvato il 24 luglio dall’Assemblea capitolina. La strategia è stata concordata in un incontro con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che si impegna a trasferire nelle casse capitoline contributi per 301 milioni di euro entro il 30 settembre prossimo.”

“Insieme a Zingaretti abbiamo deciso che da oggi Comune, Regione e Atac si impegneranno a cercare un partner industriale mantenendo la maggioranza pubblica dell’azienda – ha continuato Marino -. Abbiamo dato mandato all’azienda di scrivere un piano industriale vero e forte per indire la gara, in questo modo anticipiamo l’avvio di un processo nazionale che impone di non gestire più il servizio in house a partire dal 2019”.

In merito alla questione Atac il Sindaco ha anche annunciato di aver già fissato un incontro con i sindacati confederali in Campidoglio per giovedì 30 luglio alle ore 17.

Le polemiche

“Fanno sorridere per non piangere gli annunci spot, lanciati a raffica in queste ore dal sindaco Marino, dopo la riunione avuta con il presidente Zingaretti – commenta il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Trasporti, Adriano Palozzi. – Marino che ammette il proprio fallimento nelle politiche di mobilità, Marino che chiede a Improta di formalizzare le dimissioni, Marino che vuole una inversione di tendenza nel comparto Tpl, Marino che intende ricapitalizzare Atac e ne chiede il cambio di CdA. Insomma il Sindaco pare svegliatosi da un letargo istituzionale, che dura due anni. Ma che non può e non deve cancellare tutte le inefficienze della giunta di centrosinistra, da lui guidata con superficialità e inconsistenza amministrativa. Una realtà che il Sindaco non può pretendere di far sparire con una bacchetta magica o con una conferenza stampa, in cui fa il duro. Questo doppiogiochismo politico, queste prese in giro nei confronti delle famiglie romane devono finire, l’unico cambiamento serio e utile alla città è alla poltrona più alta del Campidoglio. Il moribondo Marino, che oggi sembra resuscitato dall’oltretomba, farebbe bene a dimettersi”.

Come si è arrivati a questo punto?

Lo ricostruiscono in una nota le consigliere di Sel Anna Maria Proietti Cesaretti e Maria Gemma Azuni

La Sposa di Maria Pia

“Nel 2012 spunta un’inchiesta su ATAC relativa alla nomina di  circa 52 consulenze d’oro di mera facciata e che ruotavano intorno ad una cifra circa di due milioni di euro. Sembra ci siano state anche gravi irregolarità sui contratti di fornitura e manutenzione, che sono stati quasi sempre a totale beneficio del fornitore, cioè senza penali ma soprattutto senza controllo.

Non possiamo, dimenticare la  “Parentopoli ATAC”,  con l’assunzione di persone, con vari incarichi, prive delle più elementari competenze aziendali necessarie per l’adeguato funzionamento di una macchina complessa come l’Atac. La questione ha rilevanza cittadina e nazionale con il rinvio a giudizio per abuso di ufficio, per sette manager e un assessore, da parte della Procura della Repubblica e la citazione per danno erariale, da parte della Corte dei Conti del Lazio.

Troppi sono i debiti accumulati dalla finanza creativa operata nell’azienda, troppi gli interessi da pagare e  numerosi i crediti vantati giustamente da ATAC verso la Regione Lazio. Ricordiamo che durante la scorsa consigliatura, la on. Polverini, allora presidente della Regione, non ha fatto pervenire gli stanziamenti dovuti per il trasporto pubblico locale, incrementando, così, i debiti dell’azienda.

Intanto, ultimamente si è assistito a corse saltate e cittadini esasperati dall’inefficienza e poca sicurezza dei mezzi obsoleti,  così pure i lavoratori, che ogni giorno rischiano le aggressioni da parte dei cittadini inferociti, grazie anche,  ad una artificiosa campagna denigratoria sull’intera categoria.

Il bene pubblico continua ad essere depredato. Il gioco è  semplice, la scatola si svuota di tutto per poi dire: non funziona! Abbiamo bisogno dei privati.

Eppure per la sola riorganizzazione del personale,  ATAC ha  fatto ricorso ad una agenzia di consulenza. Quanto sarà  costata?

Per non parlare di stipendi troppo alti elargiti a dirigenti e bonus erogati senza che gli obiettivi siano stati effettivamente raggiunti, visto l’evolversi della situazione.

Il nostro impegno primario, preso in campagna elettorale è la discontinuità e la salvaguardia del bene comune. E’ dovere di questa amministrazione il risanamento ed efficientamento dell’ATAC, con tutti i  servizi e l’ indotto per il bene comune della città di Roma e dei suoi cittadini e lavoratori.” Conclude la nota delle due consigliere.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti