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Marino e i nuovi tram. Su quello degli annunci: “avanti c’è posto”

In gara con l’assessore Improta, dopo i sobri e realistici impegni elettorali l’alluvione delle promesse 
di Aldo Pirone - 12 Marzo 2015

Novant’anni fa, il 31 dicembre 1925, Benito Mussolini, nel suo discorso al governatore di Roma Cremonesi appena insediato, nel dettare le linee guida dell’urbanistica fascista per la capitale ordinava imperiosamente: “Voi toglierete la stolta contaminazione tranviaria che ingombra le strade di Roma…”.

Da allora, come si sa, quell’indicazione è stata seguita addirittura rafforzandosi nel secondo dopoguerra con l’arrivo della motorizzazione di massa. Con le conseguenze nefaste che tutti sappiamo.

Si è andata via via smantellando una rete che nel 1929 aveva raggiunto, nella Roma di allora assai meno estesa di quella di adesso, la sua massima estensione: 800 motrici e 280 rimorchi circolavano su 59 linee, con 140 km di impianti e 400 km di lunghezza d’esercizio.

marinoSolo a metà degli anni ’90 l’assessore Walter Tocci si propose di riportare il tram al centro di Roma con la realizzazione della linea 8. Era una piccola ma significativa parte di quella sostanziosa “cura del ferro” di cui avrebbe bisogno la città per uscire dall’anemia di trasporto pubblico mettendo in rete ferrovie, metropolitane e tram.

Il Sindaco Marino nel suo programma elettorale disse che avrebbe puntato sui tram realizzando quattro  significative interventi: “la linea Termini-Trastevere e la linea Risorgimento-Mancini. Un intervento da realizzare subito, a parità di materiale di rete e di rotabile” e “un collegamento tra il nodo di scambio di Ponte Mammolo e la Prenestina e un prolungamento fino a Cinecittà. Nel lungo termine, mediante ulteriori investimenti per il potenziamento della rete, occorre pensare a un collegamento tale da mettere in raccordo le linee della metro A, B, C lungo la via Togliatti”. Inoltre “il prolungamento dell’8 fino a Termini”.

Cose chiare e precise, interventi che riguardavano sia il centro della città sia la periferia est.

Vinte le elezioni, si è tornati, stando alle notizie uscite sui giornali in questi due anni o poco meno, alla solita sarabanda di annunci magniloquenti d’incipienti nuove linee che sono cresciuti come la pancia nelle gravidanze isteriche. Ma di parti non ce ne sono stati.

tramIn compenso scompariva all’orizzonte l’unico tram tangenziale promesso in periferia, quello su viale Togliatti, facente parte di un progetto più grande (Saxa Rubra-Laurentina) promosso con una delibera d’iniziativa popolare da 11.000 cittadini votata all’unanimità (37/06) nel marzo 2006 dal Consiglio comunale. Anzi su questa proposta si è venuto sovrapponendo il progetto di Renzo Piano della “high line” sul viadotto dei Presidenti condiviso dall’assessorato all’urbanistica di Caudo. Tanto per dimostrare che oltre alla malattia dell’annuncite non si era persa anche quella più classica della mano destra che non sa quello che fa, o avrebbe dovuto avere in animo di fare, la sinistra, sebbene sollecitata di nuovo da una mozione del Consiglio comunale n.61 2014.

E veniamo agli annunci estraendo fior da fiore. “Entro il 2014 verrà istituita – dice l’assessore Improta – una nuova linea di tram che andrà dalla stazione Termini a Trastevere”. (free press Leggo e Metro 21.11.2013). E qui siamo solo alla conferma del programma elettorale. Il 2014 è passato ma non il tram.

Il 4 luglio, forse per festeggiare la rivoluzione americana, il Sindaco annuncia 7 nuovi tram. “Le sette nuove linee – annuncia il sindaco di Roma Ignazio Marino – potranno essere realizzate in circa quattro anni e cambieranno radicalmente le modalità di trasporto nella nostra città”.  “Si va – riporta il Messaggero – dal ‘Tram della Musica’, che collegherà i quartieri Parioli e Prati, passando dall’Auditorium e dal Maxxi (un tracciato di 5,9 km per un intervento dal costo di 44,9 milioni di euro e da realizzare in 48 mesi), al tram che attraverserà i Fori imperiali: un percorso di 1,4 km per un intervento di 10,5 milioni di euro e un cantiere di 36 mesi. Ma ci sarà anche una linea tramviaria che passerà su via Tiburtina, lunga 4 km e che arriverà fino alla fermata metro Santa Maria del Soccorso, e un’altra, lunga 3,4 km, che partirà da Trastevere, innestandosi sul percorso del tram 3, e attraverserà tutta via Marconi” Inoltre “un piccolo collegamento tra il Pigneto e la linea tram che viaggia su via Prenestina ma anche un altro breve tratto di collegamento tra piazza Lodi e i binari della linea che porta poi a Trastevere. Infine una nuova tratta che partirà dall’Ex Fiera di Roma, su via Cristoforo Colombo, e passerà nel quartiere San Paolo per poi connettersi sulla nuova linea tram realizzata su via Marconi”.

Tra tanta abbondanza, annunciata mentre la città aspetta il decreto “salvaRoma” per evitare il default, il 5 settembre (Roma Today) Marino esalterà anche il tram archeologico panoramico da via Labicana a Piazza Venezia. Su questo tram si eserciterà proficuamente anche l’assessore Improta facendolo però arrivare da Termini-via Cavour-Largo Corrado Ricci. Costo 20 milioni di euro apertura dei cantieri nei primi mesi dell’anno 2015  (“Il Messaggero” 2.1.20159”). Il 1 marzo (“Il Messaggero”) precisa: “Il tram passerebbe sul lato sinistro della strada guardando il Colosseo. Il tratto certo è quello fino a largo Corrado Ricci, per quanto riguarda il proseguimento fino a piazza Venezia va gestito insieme all’avanzamento dei lavori della Metro C”. Tutto questo mentre si discute dello smantellamento dell’ex via dell’Impero per riunificare e far vivere la grande area archeologica dei Fori come sostenuto con forza e meritoriamente dall’assessore Caudo e da tanti insigni personalità come La Regina e Vezio De Lucia. Domanda: ma l’area dei Fori-Colosseo sarà servita da due metro (B e C) più il tram 3 e l’8, a che serve un nuovo tram sullo stradone di Mussolini? Risposta: a non smantellarlo.

Ma l’assessore Improta affronta impavidamente le sfide della logica più difficili. Stando sempre al giornale di Caltagirone “A completare il quadro di questa fase della cura del ferro ci sarà un’altra linea di tram, che sarà realizzata in tempi molto più brevi, con un investimento di 5,5 milioni di euro. Questo tracciato, che sarà aperto contemporaneamente all’inaugurazione della stazione Lodi della Metro C, collegherà la piazza con Santa Croce in Gerusalemme, dove nuovi binari s’ immetteranno sul percorso già esistente di via Carlo Felice-via Eleniana-Porta Maggiore. Consentendo così ai mezzi su rotaia, provenienti da piazza Lodi, di dirigersi sia verso l’interno dell’Esquilino, sull’asse piazza Vittorio-Termini-Cavour, sia verso i Parioli”.

Domanda: ma se l’arrivo della metro C a piazza Lodi è solo provvisorio dovendosi, secondo gli ultimi annunci, arrivare a San Giovanni l’anno dopo, si fa un tram che serve solo per un anno? Particolarmente credibile, poi, la contemporaneità di apertura di metro e tram.

Che dire? Sul tram degli annunci “avanti c’è posto”, sempre.


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