Mario Monti 1: nella speranza del miracolo – Mario Monti 2: la sua “gens” – Mario Monti 3: don Chisciotte e Sancho Panza – L’esercito dei generali

Fatti e misfatti di gennaio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 5 Gennaio 2013

Mario Monti 1: nella speranza del miracolo

"Mario Monti – nei locali del "Plaza" a Roma – ha svelato quali saranno i simboli che lo accompagneranno alle prossime elezioni politiche. Alla Camera saranno tre, anche se uni e trini: quello tradizionale dell’Udc di Pierferdinando Casini, quello tradizionale del Fli di Gianfranco Fini e quello di selezionatissimi (verrà poi detto come) esponenti della cosiddetta "società civile che, invece, porterà scritto "Scelta civica con Monti per l’Italia". Al Senato, invece, lista unica e simbolo unico dove, però, scomparirà "scelta civica" e rimarrà soltanto "Con Monti per l’Italia".

Un po’ elaborato, dunque, ma – come, d’altra parte, già anticipato – elaborato in modo da scavalcare diplomaticamente e strategicamente le questioni di principio, i condizionamenti, i veti incrociati, i ricatti, le antipatie dei soggetti chiamati od offertisi a sostenere l’ormai famosa "agenda" che dovrebbe miracolare l’Italia. Anche se prima, però, dovrebbe avvenire un altro grande miracolo: un successo determinante del professore e del suo esercito di fedelissimi. Soli, per loro scelta, contro tutti. Contro tutti i demoni di destra e di sinistra. Nella beata speranza che "non prevalebunt". Che, cioè, non prevarranno.

Mario Monti 2: la sua "gens"

"Per la mia "salita in politica" – ha detto Mario Monti – sono stato sollecitato da moltissima gente".

"Gens", in latino, può significare genericamente gente, popolo, ma – anche – razza, casato. Ecco che, allora, Mario Monti ha di nuovo giocato con le parole. Certo, infatti, che la "salita in politica" è stata sollecitata da moltissima gente, ma non davvero da quella moltissima gente e da quel popolo ai quali ha tolto anche le mutande. A sollecitarlo sono stati certe razze e certi casati, non soltanto patrii, i quali hanno un unico comune denominatore: poteri forti. E non solo finanziariamente.

Mario Monti 3: don Chisciotte e Sancho Panza

"Il Pd silenzi i suoi conservatori – ha intimato Mario Monti – e il pdl Renato Brunetta smetta di influenzare il suo partito con l’autorevolezza di un professore con una certa statura accademica".

Pd e Pdl hanno immediatamente reagito all’autoritarismo dal sapore fascista e alla sgarberia dal sapore di osteria paesana di quel Mario Monti il quale, dunque, sembra avere smesso l’elegante "loden" per indossare la pelle d’animale dell’uomo primitivo. Ma ha immediatamente reagito anche Santa Romana Chiesa la quale, attraverso le parole di un sempre meno convinto montiano cardinale Angelo Bagnasco, ha auspicato che "la campagna elettorale, per portare a un buon esito", sia "più costruttiva e rispettosa, pur dentro una giusta dialettica, delle diverse posizioni". Una severa bacchettata, dunque, proprio da quei padri spirituali dei suoi antichi e fedeli "apripista" Pierferdinando Casini e Andrea Riccardi. I quali, invece, non hanno mostrato alcuna reazione. Come se piacesse loro il ruolo di moderni italici Sancho Panza erranti dietro ad un moderno italico hidalgo il quale, giorno dopo giorno, sembra non prendere coscienza del suo trasformarsi in una sorta di don Chisciotte fuori dal mondo e dalle sue regole.

L’esercito dei generali

"L’Italia – si è scoperto – ha un generale ogni 381 militari e ben 2.300 colonnelli".

Oddio, ma chi sta per invadere il suolo della nostra Patria? 


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