Mattone su Mattone, dialogo con Alessio, libraio a Centocelle

Maurizio Rossi - 25 Febbraio 2021

Sentiamo spesso dire in diverse occasioni, che si legge poco, che il libro elettronico ha soppiantato quello cartaceo, che le librerie online hanno fagocitato i negozi di libri…Non ne sono molto convinto e per conferma lo chiedo ad Alessio Zambardi titolare della libreria “Il Mattone” in via Giacomo Bresadola 36 a Roma Centocelle (tel. 0625210252
e-mailinfo@libreriailmattone.it)

E’ un  appuntamento tra amici, prima dell’apertura pomeridiana.

“Sono luoghi comuni da sfatare – mi risponde –  intanto leggere e-book non esclude leggere anche libri cartacei, poiché ognuno si regola come meglio crede, purché legga.” E aggiunge che l’esistenza di librerie in questa periferia di Roma e in altri quartieri, non solo centrali, conferma che il desiderio e l’atto del leggere, sono molto presenti, un po’ in tutte le fasce di età; mentre gli adolescenti almeno al Mattone,  non sono assidui frequentatori. “E’ vero, prendendo il tram prima della pandemia, vedevo molti viaggiatori intenti alla lettura di libri” confermo.

L’ambiente in cui siamo è confortevole, gli scaffali di mattoni e legno sostengono libri fino al soffitto; una poltroncina, un tavolo, due ampie vetrine che si affacciano su via Bresadola, proprio alla fermata del tram; un po’ più avanti il palazzo della ASL: certo, la posizione è ottima, forse migliore di quella all’angolo con via Smaldone, che la libreria occupava dal 2007 fino a circa due anni fa.

Ovvia la domanda sul nome, ma la risposta non è affatto scontata: “Il mattone che costruisce le case, sostiene i libri che costruiscono le persone; inoltre, i libri “sostengono” il Mattone…” Credo sia una bella sintesi tra economia e filosofia,  tra ciò che ci sostiene a terra e quello che ci eleva, due forme di alimento ugualmente necessarie ad una  umanità di entrambe affamata.

Alessio ha cominciato ad assumere questo cibo fatto di carta stampata, come mi ricorda, quasi al termine degli studi, quando, spinto da una frase di una sua professoressa – a questo punto vera ispiratrice della libreria!- leggendo d’un fiato 1984 di Orwell, iniziò – e non ha ancora smesso, con lenta attenzione – a leggere un libro dietro l’altro. Lasciò così gli studi e, lavorando nelle librerie del Centro, scoprì la vocazione – laica, ma pur sempre tale – di libraio.

“Dal 2007, ti sei messo  in proprio; ma perché  a Centocelle?” Mi incuriosisco.

“Sostanzialmente fu una scelta pratica, il locale corrispondeva alle mie esigenze: mi piaceva il quartiere e la posizione su strada. Anche economicamente era sostenibile… Ora, nella nuova sede, mi sento ancora meglio e non rimpiango affatto la mia “casa” precedente.

Appunto, Alessio, circondato da tanti mattoni reali e metaforici, è un autentico “padrone di casa” e fa sentire a casa anche i suoi ospiti, accogliendoli con un sorriso, ascoltandoli con pazienza, consigliandoli nelle scelte, sempre in modo discreto.  “Ovviamente un libraio non può leggere tutti i libri!” chiarisce “ma sostanzialmente conosce gli autori, gli argomenti, le edizioni;  cerco però di non farmi condizionare dal mio giudizio, specie se negativo, e, a meno che non mi sia espressamente richiesto, non  sconsiglio un libro o un autore che non mi piacciono…In ogni caso, mi sembra importante che in libreria ci siano anch’essi”

Dunque Alessio vive “in casa” fa un lavoro che gli piace, lo appassiona e favorisce la costruzione di relazioni umane: anche questo non è così scontato, specie in questi anni difficili.

Aspetto che passi il rumore del tram e cerco di provocarlo un po’, portandolo sul terreno della pletora di scrittori; lui si difende  bene, da autentico stopper, pure usando  la testa e non i piedi! “Che si scriva molto, va bene, ognuno si esprime come meglio crede e non bisogna frustrare un desiderio legittimo; semmai si pubblica molto, filtrando poco opere ed autori, ovviamente per necessità di mercato. Nel passato, con meno autori ed opere editate, il pubblico dei lettori aveva sì un panorama meno vasto, ma, con un livello base di qualità, era sicuramente più esigente e critico, a differenza di oggi.”

Mi viene da pensare che con più pubblicazioni, cioè più prodotti il “venditore” non può che essere soddisfatto e lo faccio notare ad Alessio, con una punta di malizia; ma la sua risposta, come sempre pacata e sorridente, ribadisce che il mondo degli scrittori è talmente vasto e le opere pur se “scremate” sarebbero comunque sufficienti a garantire l’attività dei librai…e “Anche i lettori non sono pochi”, aggiungo io a conferma.

Anni fa come “Casa delle Poesie di Centocelle” ho spesso dialogato di Poesia insieme ad amici e appassionati, nella libreria di Alessio, che ascoltava attento; gli chiedo perché non ospiti più presentazioni di libri o dialoghi con gli autori; e lui “Non sono un bravo promotore di tali eventi e francamente non sempre sono frequentatissimi, per cui preferisco fare piccoli concerti o dialoghi teatrali, che mi sono anche più congeniali.”

Il dialogo volge al termine, siamo entrambi soddisfatti, anche se altri argomenti non mancherebbero; Alessio alza la serranda: è ora di accogliere i lettori e i curiosi. Ma la prima ad entrare è una bellissima bambina, senz’altro futura lettrice, che ora vuole soltanto abbracciare il suo papà libraio.

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