Mauro Ferrari, assolto dopo 4 anni perché “il fatto non sussiste”

Una brutta storia elettorale del V municipio di Roma Capitale
Luciano Di Pietrantonio - 15 Dicembre 2017

Mauro Ferrari

Dopo quattro anni, il Tribunale Penale di Roma ha assolto Mauro Ferrari, perché “il fatto non sussiste”. Questa la conclusione di una lunga e brutta vicenda, per certi versi incomprensibile, che ha coinvolto anche gli equilibri politici del V municipio di Roma, dopo le elezioni amministrative del maggio 2013.

E’ bene ricordare i fatti essenziali, perché la memoria specialmente nelle vicende politiche è sempre molto labile per comprendere il significato di una sentenza che ha restituito dignità a un amministratore municipale (era Vice Presidente uscente del VII Municipio), che era stato candidato ed eletto, e successivamente dichiarato, ingiustamente, ineleggibile alla carica di Consigliere Municipale.

Nel rinnovo del Consiglio Municipale del V municipio (che nasceva dall’accorpamento fra l’ex VI e ex VII Municipio, una realtà con circa 250 mila abitanti) Mauro Ferrari, della lista del PD, è stato il più votato fra i candidati di tutti i partiti, con oltre 1.100 voti. Al Seggio centrale è stato dichiarato ineleggibile, per una forzatura interpretativa, di una norma del Decreto attuativo della legge Severino, richiamando alcuni criteri sull’incandidabilità controversi. La decadenza di Ferrari da Consigliere Municipale, ha determinato la modifica di equilibri fra i due ex Municipi (VI e VII); infatti i vertici – Presidente e Vice Presidente – che dovevano rappresentare l’espressione unitaria di tutto il territorio dei due Municipi confluiti nel nuovo V Municipio sono stati dell’ex VI, e ciò ha determinato anche una sottovalutazione dell’ex VII municipio.

Le discussioni e le valutazioni negli ambienti politici, non solo municipali, dopo la decadenza di Ferrari si sono caratterizzate con prese di posizione divise fra “giustizialisti” e “garantisti”. I primi, che consideravano valida la segnalazione del Presidente dell’Ufficio Elettorale Centrale per il Municipio V del Comune di Roma alla Procura della Repubblica che considerava Ferrari incandidabile, e i secondi, che manifestavano molti dubbi sulla legittimità e l’opportunità dell’operato del Seggio centrale.

Oggi la decisione del Tribunale, con sentenza n° 4634117/2017 (dove lo stesso Pubblico Ministero ha chiesto, nelle conclusioni, l’assoluzione di Ferrari, perché “il fatto non sussiste”), ha dato il giudizio definitivo, dopo 4 anni, a una questione che ha avuto ricadute negative, anche sulla tenuta del PD nel V municipio. Difficile, dopo la sentenza è rispondere alla domanda: chi risarcirà Mauro Ferrari da questo errore giudiziario, e dei danni d’immagine e psicologici? La giustizia, spesso arriva tardi, perché oltretutto la consiliatura nella quale Ferrari era stato eletto, ha avuto una vita più breve dei cinque anni previsti, per lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e conseguentemente dei Municipi di Roma, avvenuta nella primavera del 2016.

Luciano Di Pietrantonio


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  1. Le brave persone danno sempre fastidio,ma la verità viene sempre a galla,era ora ,e non è mai tardi anche perché malgrado tutto tu sei rimasto sempre e comunque vicino alla gente,daje Maure se ricominciaaaa

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