Metter su famiglia? No, grazie

Matrimoni in calo e decrescita demografica, l’emergenza è reale. De Palo: “dati preoccupanti, invertiamo la tendenza”
di Eleonora Cianfrini - 30 Novembre 2012

“Crisi demografica e un fisco più equo per le famiglie”. Sono questi, secondo l’Assessore alla Famiglia, all’educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo, i temi fondamentali su cui il Paese dovrebbe impegnarsi. Il futuro dell’Italia risiede nelle possibilità di futuro che il Paese da alle nuove generazioni. E le cose non stanno andando per il verso giusto. L’Italia continua a registrare un invecchiamento progressivo della popolazione e l’istituto di Statistica ha registrato dati piuttosto allarmanti in materia di crescita demografica e incidenza dei matrimoni. Nel 2011 sono stati infatti celebrati nel Paese 204.830 matrimoni, 12.870 in meno rispetto al 2010.

L’inversione di tendenza in atto dal 1972 sta pericolosamente accentuandosi negli ultimi anni. Le ragioni che hanno portato a questi risultati sono una totale mancanza di progettualità nei giovani dovuta alle sempre più critiche condizioni dell’impianto socio economico. Il nostro è un sistema in forte decadenza, con condizioni lavorative critiche e conseguente sfiducia nel futuro. Un giovane che vive quotidianamente le difficoltà derivanti dalla ricerca del proprio posto (a progetto) nel mondo (saturo) del lavoro avrà difficoltà ad arrivare a fine mese, difficoltà a sostenere un affitto e difficoltà a pensare di mettere su famiglia,o fare dei figli.

"C’è bisogno – dice De Palo –  di politiche che siano realmente di aiuto alla valorizzazione della famiglia, perché la famiglia è un impegno laico. Chi sostiene la famiglia, sostiene il futuro del Paese”. L’assessore condanna il disinteresse del mondo politico, indipendentemente dallo schieramento, verso un tema preoccupante e fondamentale. Questo, oggi, è un paese per vecchi; sempre nel 2011 dai rilevamenti Istat è emerso che rispetto all’anno precedente ci sono state 15.000 registrazioni in meno all’Anagrafe. Va bene che il matrimonio possa essere considerato un rito ormai demodé, molto spesso si opta per la più moderna convivenza, ma il calo drastico delle nascite è sicuramente un dato preoccupante su cui riflettere.

Non si possono far figli in un Paese che non garantisce il diritto alla famiglia. I giovani vivono una condizione di consolidata sfiducia verso il futuro, abituati come sono alla sopravvivenza giorno per giorno, consapevoli di avere davanti un’esistenza molto diversa da quella dei proprio genitori. Di indeterminato oggi ci sono il precariato, il dubbio, la paura, non un posto di lavoro, non una casa, non una famiglia. C’è bisogno di progetti a lungo termine, di risposte alle nuove generazioni, che poi sono già vecchie generazioni. Insomma, tutto ciò che riguarda solo una parte della popolazione e gli interventi di nicchia come i registri per le unioni civili per il momento possono attendere. La richiesta è forte e chiara: “invertiamo la tendenza senza aspettare oltre”.


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