Michela Di Biase: Servono nuove norme per il settore culturale

Proposto un Manifesto per l’Impresa che opera nella cultura
di Sergio Scalia - 12 Marzo 2015

Martedì 10 marzo, presso la sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini si è svolto l’incontro #fondatisullacultura promosso dalla Presidente della Commissione Cultura capitolina Michela Di Biase per promuovere una nuova regolamentazione delle Imprese che operano nel settore culturale.

DI BIASELa normativa civilistica sulle imprese risale agli anni ’40, quando gran parte delle imprese erano impegnate nel settore agricolo. Negli anni del dopoguerra con lo sviluppo dell’impresa manifatturiera, la normativa si è adeguata al nuovo modo di produrre, ma ancora oggi le imprese che intendono concentrare la loro attività nel settore culturale devono sottostare a normative e adempimenti tipici di aziende che producono beni materiali e non idee o progetti.

Piuttosto che ad un Bilancio d’esercizio con la rendicontazione obbligatoria delle rimanenze di magazzino, occorrerebbe impostare un vero Bilancio di missione, con un quadro degli obiettivi previsti, di quelli realizzati e in corso.

In assenza di una legislazione calzante con il modo di operare delle imprese culturali, si applicano spesso delle forzature nell’interpretazione delle norme, col rischio collegato al confine molto labile tra un’interpretazione estensiva ed una violazione di legge.

covegnoculturaNell’incontro, a cui hanno partecipato tra l’altro il Dr. Caliandro, Storico dell’arte contemporanea e il Dr. Fantini, Presidente del Consorzio audiovisivo “Digicittà”, è stato presentato un Manifesto per l’Impresa culturale.

Questo Manifesto prevede dei Principi e dei Requisiti a cui le Imprese culturali dovrebbero attenersi per rientrare in questa nuova forma giuridica. Tra le caratteristiche fondamentali delle Imprese Culturali c’è l’impatto sul territorio dell’attività svolta, la ricerca e lo sviluppo di progetti creativi e la diffusione del prodotto culturale realizzato. E’ necessario poi che l’impresa assicuri una continuità occupazionale e reinvesta le eccedenze in nuovi progetti.

Un paese come l’Italia, con enormi ricchezze culturali ed ambientali, potrebbe trarre un grande vantaggio dallo sviluppo di imprese culturali che riescano a ottenere risultati positivi in termini economici e di qualità della vita.

Ha partecipato all’incontro anche il Senatore Andrea Marcucci, Presidente della Commissione Cultura del Senato ed ha inviato un messaggio l’On. Flavia Nardelli, Vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, che si sono impegnati a seguire a livello parlamentare questo progetto per il riconoscimento della peculiarità delle Imprese culturali nel nostro ordinamento legislativo.

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