Microcampi abusivi a Muratella

Enzo Luciani - 1 Febbraio 2013

“Alcuni cittadini hanno segnalato la presenza dell’ennesimo insediamento abusivo nei pressi della stazione FS1 di Muratella, proprio di fronte alla piazzola della stazione, in un fitto canneto, ove sono ben visibili una decina di baracche fatte con materiali di fortuna e tutto intorno, sin quasi dentro la stazione, immondizia e degrado”. E’ quanto afferma in un comunicato Maurizio Veloccia, segretario del PD del Municipio XV ed esponente dell’esecutivo romano del PD.

"Quello segnalato dai cittadini – prosegue Veloccia – è l’ennesimo insediamento abusivo presente nella porzione di territorio adiacente a via della Magliana che va da Parco dei Medici sino al raccordo anulare. Il proliferare di questi luoghi di disperazione e degrado certifica il totale fallimento delle politiche di Alemanno prive di alcuna progettualità, basate esclusivamente sugli sgomberi forzati. Si tratta di operazioni indegne di un paese civile il cui unico scopo è quello di far notizia nell’immediato, sprecando soldi pubblici e rinviando il problema alla prossima emergenza. Così è stato per il campo abusivo del viadotto della Magliana, lo stesso si sta verificando per il campo di collina Alitalia sgomberato nel 2010. Se da una parte si mandano per strada intere famiglie con persone anziane e bambini che inevitabilmente finiscono per stabilirsi in nuovi micro-campi spesso sullo stesso territorio, dall’altra non si risponde in maniera seria alla sacrosanta domanda di sicurezza e legalità dei cittadini.

In questi anni il Partito Democratico si è opposto con forza e in ogni sede a queste insensate politiche contrapponendo alla propaganda del sindaco proposte concrete per affrontare e risolvere il cosiddetto problema rom nella Capitale, per il quale non si può prescindere da una seria politica di integrazione, da un lato, e di repressione per chi delinque, dall’altro. Il sindaco e la sua giunta hanno preferito proseguire lungo la strada degli annunci roboanti, sbandierando a destra e a manca un piano nomadi del quale, dopo cinque anni, nessuno conosce l’esatto contenuto.

I romani hanno capito –conclude Veloccia- che per amministrare la capitale e gestire le sue complessità occorre ben altro e non vedono l’ora che arrivi maggio per farlo capire anche ad Alemanno".


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti