Migranti: sogni e bisogni. Un Rapporto sulle collettività nei municipi VI e VII

Presentazione e dibattito sabato 15 dicembre al Borgo Ragazzi don Bosco in via Prenestina a Roma
Enzo Luciani - 30 Novembre 2012

Sabato 15 dicembre 2012 alle ore 9,30 al Borgo Ragazzi don Bosco in via Prenestina 468 a Roma sarà presentato il Rapporto sulle Collettività Migranti nei Territori dei Municipio Roma VI e VII.

Il Rapporto è stato realizzato dall’Osservatorio sul Razzismo e le Diversità "M. G. Favara" dell’Università Roma Tre, nel quadro di Cittadinanza Solidale, un progetto di P.M.1 Cooperativa Sociale Onlus (attraverso la donazione testamentaria della sig.ra Margherita Seimando) nel quartiere di Centocelle e con il patrocinio del Municipio Roma VII.

Secondo l’ultimo dossier Caritas, i migranti residenti nel Municipio Roma VII sono 15.309 su un totale di 123.402 abitanti, pari al 12,4%, percentuale leggermente al di sopra della media cittadina (12%). L’area, al pari di altre zone limitrofe, ha continuato ad attrarre migranti negli ultimi anni, con una crescita, nell’ultimo anno disponibile (2010), dello 0,8%.

Dar Ciriola asporto

La nazionalità straniera più presente è quella rumena, con 3.866 presenze (il 25,3% sul totale degli stranieri), ma negli ultimi anni i bengalesi sono cresciuti notevolmente: al 31 dicembre 2010 erano la seconda nazionalità, con 1.386 persone (9%). Forte anche la presenza degli egiziani, terza nazionalità con 900 presenze (5,9%). I dati si riferiscono alle persone regolarmente residenti.

Nel Municipio Roma VI i migranti sono 16.285, pari al 13,2% della popolazione totale. Con una variazione negativa (caso raro) dello 0,5% nell’ultimo anno, a testimonianza che l’insediamento migrante ha reso il quartiere più vivibile, ricominciando ad attirare anche gli autoctoni. I bengalesi sono la prima nazionalità, con 2.802 presenze, pari al 17,2% del totale dei migranti: Torpignattara è ormai da anni definita come la Banglatown romana. Vengono poi i cinesi (2.451, 15,1%), i rumeni (2.413, 14,8%) e i filippini (1.292, 7,9%). È un municipio in cui la presenza asiatica è molto forte, densamente popolato (la percentuale di verde pubblico è al di sotto degli standard di vivibilità europei) e strategico per la sua vicinanza al centro. Qui hanno aperto negli ultimi anni molte associazioni di migranti e si sono trasferite, nel caso dei bengalesi, alcune realtà che prima avevano sede all’Esquilino. Un altro fattore notevole è la forte presenza dell’imprenditoria migrante, con cinesi e bengalesi molto lanciati anche nel commercio locale e non solo nell’international trading.

Un elemento che caratterizza in maniera forte l’area non è tanto la concentrazione numerica dei migranti, quanto l’attività delle loro reti sociali.

La ricerca, di tipo qualitativo, punta l’attenzione sul rapporto delle collettività straniere con il territorio, inteso come spazio pubblico, luogo di scambio e di relazione. L’indagine mira così a ricostruire le reti sociali dei migranti e a individuare i luoghi e le modalità attraverso le quali porre queste realtà in relazione fra loro, con la componente autoctona della popolazione e con la locale società civile, alla ricerca di buone pratiche e strategie efficaci per migliorare la coesione sociale sul territorio.

Secondo l’indagine servono strategie nuove, individuate insieme ai diretti interessati, italiani e stranieri, per far coincidere lo sviluppo della convivenza con un diverso e virtuoso utilizzo dello spazio pubblico, del territorio e dell’ambiente. Occorre stimolare un senso della partecipazione e dell’appartenenza locale che trova ostacoli non solo nei progetti migratori di molti stranieri, che si svolgono su uno scenario transnazionale, ma anche nella scarsa connessione con la cittadinanza autoctona e il mondo delle istituzioni. La ricerca, insieme all’azione portata dal progetto, ha cercato di fornire strumenti per ristabilire queste connessioni e per recuperare una dimensione territoriale della convivenza.

Il progetto Cittadinanza Solidale si è posto l’obiettivo di mettere in comunicazione tra di loro le differenti risorse del territorio, associazioni, comunità, collettività straniere, attorno alla gestione e alla cura dello spazio pubblico. È nata così una rete territoriale che include l’insieme delle realtà sociali e che si è aggregata sulle tematiche della cura dello spazio pubblico e dell’ambiente. Quanto si riescono a coinvolgere le collettività straniere in questo processo? Qual è il loro rapporto con lo spazio pubblico e gli spazi per la socialità? Come si possono coinvolgere le collettività straniere e associazionismo locale nella cura dello spazio pubblico?

A tutte queste domande, e ad altre, si tenterà di dare risposta sabato 15 dicembre 2012, alle 9.30 al BORGO RAGAZZI DON BOSCO, in via Prenestina 468, 00171 Roma. Alla presentazione seguirà un dibattito aperto. Saranno presenti le collettività migranti, il Municipio Roma VI, il Municipio Roma VII, l’Osservatorio sul Razzismo e le Diversità "M. G. Favara" dell’Università Roma Tre, il Progetto Cittadinanza Solidale di P.M.1 Cooperativa Sociale Onlus, il Cesv – Centro Servizi per il Volontariato del Lazio, le realtà del territorio e i cittadini dei Municipi VI e VII di Roma.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti