Ministeri al Nord, il tribunale dice no

I giudici annullano l'istituzione delle sede periferiche dei ministeri
Enzo Luciani - 19 Ottobre 2011

Il Tribunale di Roma ha annullato gli effetti dei decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri a Monza, decreti che suscitarono non poche polemiche. La notizia – commenta in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti – è una nuova, l’ennesima, sconfitta per il Governo Bossi-Berlusconi. Il ricorso promosso dai sindacati è riuscito a sventare uno dei tanti attacchi che il Governo Pdl-Lega ha lanciato in questi anni alla Capitale. Lo spostamento dei Ministeri a Nord non era solo una folle idea, ma si è trasformata ben presto in un atto governativo inutile e antieconomico grazie alla caparbietà e alla cecità della Lega, decisa a portare avanti il progetto per indebolire la Capitale e per racimolare qualche consenso in più. Ringraziamo i sindacati che hanno promosso il ricorso e che hanno ottenuto l’annullamento di un provvedimento iniquo e insensato, specchio di un Governo paralizzato e incapace di portare fuori il Paese dalla crisi”. 

Soddisfatto anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno. «La decisione del Tribunale di Roma – dichiara – non può non essere salutata con grande soddisfazione da tutti coloro che hanno a cuore Roma Capitale e la nostra unità nazionale. Non era necessaria una sentenza del Tribunale per capire come l’apertura di sedi a Monza fosse incongrua e illegittima. Anche questo risultato dimostra che è sbagliato e perdente tentare di mettere in discussione il ruolo di Roma Capitale che in ogni caso noi difenderemo fino in fondo».

"Il ricorso accolto- aggiunge il consigliere del PD Capitolino Dario Nanni – era stato promosso dai sindacati della presidenza del Consiglio ed è un primo colpo alla retorica e alla demagogia Leghista tesa a dividere la nazione, condanna lo sperpero di denaro pubblico da parte del governo per lo stanziamento di fondi per i trasferimenti delle sedi distaccate ed evidenzia l’incapacità del Sindaco a proteggere la Capitale dal saccheggio dei suoi alleati di governo. Il venir meno del legame delle strutture distaccate alla presidenza del Consiglio rende pertanto inagibili le sedi di Monza. La pagliacciata delle sedi periferiche dei Ministeri si conclude miseramente con una doppia figuraccia per i ‘compari del patto della Pajata’ “.
 


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