‘Mo senti er pranzo mio’ Convegno di studi a Roma

Giovedì 29 alla Fondazione Besso e venerdì novembre 30 al Teatro Vittoria
Enzo Luciani - 28 Novembre 2012

A Roma il 29-30 novembre 2012 si svolgerà il Convegno si studi "Mo senti er pranzo mio. Abítudíni, usi, consumi, rappresentazioni, luoghi, tempi, protagonistí della cucina italiana in fase preunitaria.

Il programma:

Giovedì 29 novembre 2012 – Fondazione Marco Besso

ore 9
indirizzi di saluto
Giovanni Ballarini, Univ di Parma, Presidente dell’Accademi italiana della Cucina
Marcello Teodonio, Presidentdee Centro Studi Giuseppe Gioachìno Bellì

coordina: Eugenio Ragni
– RobeÍa Tucci, Cíbo e cultura: il punto di vista dell’antropologia
– Marina Formica, Prezzi e consumí alimentari nella príma metà dell’Ottacento
– Giuìio Vaccaro, La cucina nei lessíci dialettali
– Fmnco Onorati, Trasgressioni conviviali nell’apera lirica (con ascolto di brani rnusicali)

pomeriggio, ore 15
coordina Vincenzo De Caprio
– Sabino Caronia, Belli a tavola tra letteratura e psícologia
– MicaeÌa Prccaccìa, La cucina giudaico/romanesca tra Belli e Crescenzo Del Monte
– Sandro Bajini, Il cibo nella letteratura milanese ovvero una cucina senza pretese
– Margherita Breccia Fratadocchi, La gastronomiad elle Marche fra Leopardí, Belli e i suoi amici
– Fulvìo Tuccillo, La gastrononia delle "terre deglí antropofagi": Ciocíaría e Campania

Venerdì 30 novembre 2012 Teatro Vittoria, Piazza S. Maria Liberatrice, 11

Ore 15,30
– Laura Biancini, Il cíbo a teatro
– Elena Papa e Marcello Teodonio: Colazione, pranzo e cena nei sonetti di Belli
– Laurino Nardin, "Un peccato ar più lescito e onesto". Il vino nei sonetti di Belli

Ore 17,00
"Mò senti er pranzo mio"- Cibí, mangiate e buone creanze neí sonetti di Giuseppe Gioachino Belli.
con Paola Minaccioni e Gianni Bonagura

I sonetti di Belli rappresentano non solo il documento di un’epoca (la Roma della prima metà dell’Ottocento) ma ancle la metafòra delle condizioni della vita. Un argomento centrale in cui si riscontrano queste caratteristiche della sua poesia è il cibo: dai suoi sonetti possiamo ricostruire sia le abitudini enogastronomiche sia la profonda ingiustizia
nella distribuzione del cibo nelle varie classi sociali.
Il convegno propone una ricognizione degli usi e costumi alimentari dell’epoca a Roma e nelle regioni che più furono visitate da Belli nel corso dei suoi viaggi.


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